Presto sulle confezioni dello yogurt e della mozzarella la provenienza del latte

Celebrata ieri a Milano la Giornata Mondiale del latte, voluta dalla Fao in tutto il mondo, arriva dal Ministro alle politiche agricole Maurizio Martina, il via libera dell’etichettatura obbligatoria, in cui si indicano origine e luogo di confezionamento dei prodotti lattiero-caseari e delle materie prime.

Dopo l’apertura da parte dell’Unione europea all’uso di latte in polvere nella produzione di prodotti lattiero caseari dell’anno scorso, arriva la possibilità di tutelare non solo i prodotti che hanno reso Gioia del Colle patria della mozzarella vaccina, ma anche gli stessi allevatori.

“In Puglia a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, – si legge in una note di Coldiretti Puglia -le importazioni di latte dall’estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, venduti come prodotti lattiero-caseari “Made in Puglia”.

In effetti si tratta di uno strumento importante per tutelate e anzi rafforzare l’intera filiera, a tutto vantaggio del consumatore finale perché “l’assenza dell’indicazione chiara dell’origine del latte a lunga conservazione, dei formaggi o dello yogurt non consente – sostiene la Coldiretti – di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy. Per cui “in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Ora il Decreto è stato inviato a Bruxelles avviando così l’iter autorizzativo europeo.