Il presidente della Regione Emiliano a Gioia a sostegno dei casari

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L’iter per il riconoscimento alla mozzarella di Gioia del Colle di latte vaccino ormai non ha ostacoli. Dopo che il Tar Lazio ha rigettato le osservazioni della Regione Campania, preoccupata che il termine “mozzarella dop” poteva confondere il consumatore tra quella di bufala, campana, e quella vaccina, pugliese, si aspetta ora l’ok definitivo della Unione Europea.

Per dimostrare la vicinanza delle istituzioni ai caseifici consorziati per il marchio Dop, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è stato a Gioia del Colle presso il caseificio Capurso.

In realtà l’incontro tra Regione e casari era stato chiesto da tempo dal PD gioiese e molto prima della sentenza del Tar Lazio, a voler rimarcare l’importanza di un Consorzio e soprattutto dell’importante lavoro dei caseifici proprio in questa fase di riconoscimento del marchio.

L’incontro ha voluto chiarire un aspetto importante. Per Emiliano l’intera polemica esplosa l’estate scorsa con la Campania non era un derby. La mozzarella vaccina di Gioia del Colle è altro da quella di bufala campana e ora si tratta di iniziare ad aprire il prodotto pugliese ad un mercato più ampio. “Auspico un incontro di pacificazione, – ha dichiarato Emiliano – in cui si chiarisca la diversità dei prodotti, ma senza competizione”. In altre parole, si tratta di lavorare insieme, senza inutili contrapposizioni.

Stefano Genco, presidente del Gal dei Trulli e del Barsento ha però strappato una promessa dal presidente Emiliano il quale ha dichiarato che penserà a stretto giro con Puglia Promozione alla possibilità di pubblicizzare la mozzarella insieme alla Regione Puglia.

Si tratterebbe di un binomio importante che oltre al mercato agroalimentare aiuterebbe il turismo enogastronomico “Perché il turismo e il cibo – ha concluso Emiliano – si vendono insieme e lo abbiamo capito bene”.

E poiché il territorio che dovrebbe ricoprire il marchio Dop della mozzarella di Gioia del Colle comprende anche parte del materano, oltre a gran parte della provincia di Bari, sarà importate pensare ad un sistema di collaborazione interregionale estremamente utile non solo per il rilancio turistico del territorio, ma soprattutto economico e infrastrutturale.