Povia parla per la prima volta dopo la sua completa assoluzione

“La carcerazione ha provocato tanto dolore che rimarrà nell’esperienza di vita mia e della mia famiglia, che mi è stata sempre molto vicina. Ma oggi finalmente questa sentenza rende giustizia e mi vede protagonista della possibilità di affrontare a testa alta il prossimo futuro“.

Così sottolinea l’ex sindaco di Gioia del Colle, Sergio Povia, assolto questa mattina con formula piena dalle accuse di corruzione e turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta Domus Aurea, un progetto di social housing che nel febbraio del 2015 lo portò in carcere.

Povia commenta per la prima volta dopo tre anni dai fatti, rendendo merito anche ai suoi difensori, gli avvocati Michele Laforgia e Maurizio Tolentino, “per la capacità di interpretazione dei dati per la fiducia che hanno avuto in me”, dice.

Non si trattata di un appalto, né richieste di danaro, in questo modo sono decadute le accuse di corruzione e di turbativa d’asta.

Quel progetto era una opportunità a costo zero per la mia città, – continua Povia – che avrebbe potuto dare alloggi e servizi a tante persone in difficoltà, purtroppo naufragato proprio a causa di questa inchiesta”. “Mi sono difeso nel processo e non dal processo – continua – e ho scelto il rito abbreviato non per ottenere un’attenuazione della pena, ma perché’ sapevo di non essere colpevole“.

Governare la propria città è una cosa impegnativa ma bellissima – conclude – e vicende come queste non sono altro che il frutto avvelenato delle politiche degli ultimi anni. Occorre restituire serenità ai giovani: gli amministratori vanno sostenuti e non devono diventare lo scarico di tensioni di natura politica e sociale“.