Piscina: per Prodigio necessario applicare la penale per mancata riapertura

piscina foto vasca web

Prodigio non molla la presa sulla vicenda che riguarda la piscina comunale. Attraverso un’interpellanza, il consigliere Donato Colacicco ha infatti chiesto di poter conoscere il motivo per cui la piscina ad oggi non abbia riaperto. Nell’ultimo Consiglio comunale l’assessore allo Sport di Gioia del Colle, Giuseppe Gallo, si era lanciato addirittura nell’individuare una data: l’8 giugno. E’ evidente che così non è stato. Ma è altrettanto evidente che non possa bastare un post con il quale i gestori hanno manifestato la difficoltà nel riaprire a fronte di una difficoltà nel reperire i presidi medici necessari per farlo in sicurezza, per far si che tutti si mettano l’anima in pace e aspettino la ripresa dei corsi a settembre.

Ci sono questioni non tanto politiche quanto amministrative e burocratiche da affrontare, questioni che lambiscono anche l’ambito giuridico. Ed è su queste che ha deciso di puntare l’attenzione Colacicco il quale intende voler comprendere se la chiusura della piscina sia o meno stata concordata con l’Amministrazione.

Se l’Amministrazione Mastrangelo non ha saputo farsi rispettare al momento della riapertura – scrive Colacicco-, per tutelare le abbonate, gli abbonati e quanti operano all’interno della struttura, adesso dovrà far sentire la sua voce e chiedere che il gestore paghi la penale, per ogni giorno di mancata apertura”. Il contratto prevede infatti il pagamento di 450 euro per ogni giorno di mancata apertura. La ripresa delle attività avrebbe dovuto essere prevista a partire dal 25 maggio scorso e fino al 16 giugno, data in cui la stagione avrebbe dovuto ritenersi conclusa.

Quanti tra imprenditori, liberi professionisti, commercianti sono stati costretti nel giro di pochi giorni a recuperare i dispositivi di protezione individuale per tornare a lavorare? E come mai proprio il gestore della piscina comunale è tornata a mani vuote?” è questo l’interrogativo di Colacicco che attraverso questa interpellanza vuole in un certo qual modo mettere l’Amministrazione davanti alla necessità di prendere una posizione con i gestori. Senza considerare poi che, a questa vicenda, si aggiunge anche quella del pagamento di un debito pregresso, pari a circa 90mila euro.