Piano del Verde in Consiglio comunale e le critiche del consigliere Liuzzi: “Il lavoro dei consiglieri deve essere rispettato”

Nell’ultimo Consiglio comunale svoltosi a Gioia del Colle lo scorso lunedì è stato approvato il Piano del Verde ed è stato rimandato ancora una volta il Piano Casa. Sul Piano del verde il Consigliere comunale Maurizio Liuzzi del Partito Democratico ha portato 12 emendamenti a un piano che, come sottolineato anche in Consiglio, riprende in parte il Regolamento dei Beni comuni.

Perché 12 emendamenti, qual era il problema?
Questo regolamento era già approdato in Consiglio senza passare dalla IV Commissione consiliare sulla base del fatto che è possibile portare in Consiglio un atto 10 giorni dopo dall’invio in Commissione. In quella sede si evidenziò il ruolo di approfondimento delle commissioni e il punto fu ritirato. Il 27 novembre ci siamo visti nuovamente in Commissione e abbiamo di scusso di questo Piano dove ho portato delle mie deduzioni che non sono state accettate, ma il piano però riceve un parere sfavorevole. Sono stato costretto quindi a lavorare e a presentare 12 emendamenti in due giorni.




Cosa prevede il Piano del Verde?
Seppur nel nome e nelle premesse evidenzierebbe una necessità dell’Amministrazione di permettere una manutenzione del verde che sarebbe a carico di un privato o una azienda che potrebbe farsi pubblicità in una zona specifica, ad esempio un rondò. Cosa che succede in altri Comuni, ma per come è stato strutturato per me si tratterebbe di un contratto di sponsorizzazione vera e propria perché non ci sono aree verdi talmente grandi da bilanciare i costi/benefici dell’Ente.

Torniamo però al Piano Verde e al Consiglio comunale.
Un regolamento deve esprimersi su argomenti generali e non può individuare già le aree di intervento che possono essere decisi di volta in volta dalla Giunta. Un altro rilievo che ho posto riguarda il discorso erariale. In altri termini, l’esenzione, ad esempi di Tosap e Pubblicità che si concede a fronte di questa manutenzione fanno risparmiare il Comune sui costi di manutenzione? A questo si aggiunga il costo della pubblicità che le aziende non hanno, ricavandone un vantaggio economico.

La mia idea era quella di far pagare tutti gli oneri al soggetto interessato e decurtare da questi i costi effettivi che sostiene per la manutenzione, attraverso il sistema del baratto amministrativo, cosa che non è stata possibile.

Né si poteva prevedere una procedura di affidamento simile al click-day, vale a dire chi prima si prenota, prima ha l’area scelta. Quindi ho chiesto e hanno approvato una procedura ad evidenza pubblica che prevede una graduatoria in base prima di tutto al progetto presentato. È stato accettato anche il punto riguardante la necessità di un verbale di consegna per un bene pubblico e l’impossibilità di interventi edili.

Durante il Consiglio comunale si è accesa una polemica anche con il Segretario generale che ha lamentato il fatto che venissero presentati emendamenti il giorni stesso del Consiglio.
Al netto di questo caso specifico, il regolamento comunale permette la presentazione di emendamenti fino alla replica del relatore. Da sempre. Nel caso specifico, avendo terminato i lavori di commissione venerdì alle 15, ho avuto modo di studiare e poi stilare gli emendamenti il fine settimana e li ho inviati domenica alle 22, in modo che potessero essere sulla scrivania già al mattino per il consiglio.

Concludendo. Sul lavoro fatto sono stati fatti dei complimenti, per cui il Sindaco deve smetterla di dire che in opposizione c’è un atteggiamento finalizzato solo a dare fastidio. È evidente che se le mie proposte vengono bocciate in Commissione che alla fine esprime parere negativo e poi in Consiglio viene approvato tanto di quello che precedentemente è stato bocciato, vuol dire che vi è un pregiudizio nei confronti del lavoro che viene svolto anche da me.

Ho più volte precisato al Presidente del Consiglio Etna che per non sbagliare e non creare ulteriori momenti di polemica deve applicare pedissequamente il regolamento e permettere a tutti i consigliere di svolgere serenamente il proprio lavoro, così come previsto. Certamente non è un problema del Consiglio se durante la seduta mancano i tecnici che devono dare risposte, così come lamentato dallo stesso Segretario. Del resto nel tardo pomeriggio di domenica era giunto un altro emendamento di un altro consigliere.
È del tutto evidente che il lavoro dei consiglieri comunali non viene rispettato.

Altra questione riguarda eventuali punti che collimerebbero col Regolamento dei beni comuni.
Questo aspetto è emerso grazie all’intervento del collega Donato Colacicco.
Sembrerebbe che glia articoli collidenti col precedente regolamento dovranno essere abrogati. Resta da capire cosa abrogare e in quale maniera.

Altro nodo su cui sembra avvitato il Consiglio comunale è il Piano Casa che va e viene dall’Assise comunale ormai da due mesi.
Il primo dubbio lo posi all’indomani delle sentenza della Corte costituzionale che bocciava il punto del Piano casa della Regione Puglia che prevedeva la possibilità demolire e ricostruire fuori dal proprio sedime. Questo punto era stato però superato dal Decreto Semplificazione. Arriva a inizi novembre in Consiglio dove faccio una serie di rilievi tra cui la mancanza del piano annuale che prevede la legge regionale.

Il piano casa è un provvedimento che viene rivisto ogni anno, sulla base di una legge nazionale e poi regionale e sui cui devono lavorare i Comuni che hanno un minimo di marginalità su cui lavorare. Il Piano annuale è un report con cui si racconta alla regione che cosa è stato fatto che serve alla Regione per ammodernare il suo Piano casa e al comune per programmare il suo Piano Casa. Ad oggi Gioia del Colle non lo ha prodotto. Né si può dire che non si fa perché non è prevista una sanzione, perché altrimenti passerebbe il concetto che le leggi si rispettano solo se vi è una sanzione.

Intanto questa volta è stato rimandato per un problema che si era creato presso l’Ufficio tecnico proprio durante la seduta e il punto è stato nuovamente rimandato.