Pd, Bradascio: sono tornato perchè nulla era cambiato

Lunedì 4 gennaio in una conferenza stampa spiegherà i motivi che lo hanno riportato in politica dopo una lunga assenza. Abbiamo incontrato Tommaso Bradascio per la sua prima intervista da segretario del Partito Democratico.

Quale è stato il suo primo atto da segretario del Pd di Gioia del Colle?
Il mio primo atto, è stato quello di riportare equilibrio e serenità all’interno del Circolo, con un clima distensivo e pronto ad affrontare con impegno la ripresa ed il rilancio non solo del Partito, ma dell'intera comunità gioiese che vive momenti di grande sconforto sociale e sfiducia nelle istituzioni.

Come ha trovato questo PD?
Il Partito Democratico come tutti i partiti hanno nel tempo smarrito i punti di riferimento che il cittadino deve avere per essere rappresentato nelle istituzioni. Le vicende interne di questi ultimi anni dove l’azione politica è stata inquinata da incomprensioni, personalismi e comportamenti anomali, hanno di fatto oscurato un partito che ha delle potenzialità di crescita non ancora espresse sul territorio.  L’impegno ed il lavoro di squadra di qualificate risorse interne ed il recupero graduale di tante persone oggi sfiduciate porteranno sicuramente i risultati e gli obiettivi prefissati.

Aveva annunciato pubblicamente che avrebbe lasciato la politica, invece ha cambiato idea.
Ho lasciato la politica a testa alta, per dare spazio agli altri, ma in questi anni mi sono reso conto che poco o nulla è cambiato per dare una svolta ad un sistema inquinato e chiacchierato. L’interruzione anticipata di tre amministrazioni comunali consecutive e gli scandali di quanto è avvenuto nella nostra città, deve far riflettere sui danni che il territorio ha subìto in termini di stabilità politica e sviluppo economico. Ma non basta riflettere o criticare rimanendo alla finestra, bisogna che ognuno di noi, ma soprattutto chi ha dimostrato nel passato di operare in maniera sana ed onesta, non rimanga spettatore.

Che cosa intende fare la nuova segreteria per tornare a raccogliere consensi e simpatie e nuovi simpatizzanti?
Il consenso e la credibilità di un partito non deve esaurirsi nella campagna elettorale, dove spesso i programmi e le promesse rimangono solo sulla carta. Occorre aprire un confronto e un dialogo partecipativo con la cittadinanza pianificando incontri di quartiere per monitorare e raccogliere tutte le istanze utili per un programma politico-amministrativo che dia risposte concrete. Il bene comune, la trasparenza degli atti, il coinvolgimento ai principali processi decisionali, devono essere prioritari rispetto agli interessi personali, al trasformismo ed al consociativismo che  purtroppo si è diffuso a macchia d’olio.

In vista delle amministrative 2016 chi sono gli interlocutori più naturali del PD per una coalizione?
In questa prima fase il PD deve curare gli aspetti organizzativi e programmatici di un partito che deve recuperare in fretta la sua forza propositiva sul territorio. In vista delle amministrative 2016 sarà data priorità agli incontri con le forze di centrosinistra, senza trascurare eventuali movimenti e/o liste civiche che intendono aprire un dialogo costruttivo e coerente con la linea del partito. Le alleanze si devono costruire sulle responsabilità e sulle capacità di ognuno a rilanciare un territorio in letargo, mettendo da parte i rancori, le provocazioni e le accuse che la città è stanca di ascoltare. Non ci interessa affrontare una competizione elettorale per vincere a tutti i costi, siamo però disponibili a confrontarci con chi ha voglia di lavorare per una stabilità amministrativa e non di interrompere e tradire come spesso è accaduto il mandato degli elettori, con conseguenti ripercussioni sul territorio sempre più difficili da colmare.

Come si porrà il PD nella scelta del candidato Sindaco?
La scelta del candidato Sindaco o eventuali primarie, sono decisioni che saranno prese solo quando maturano i tempi per formare una coalizione degna di garantire una stabilità politica-amministrativa. Non certo intendiamo come partito formare ammucchiate che spesso si trasformano in fallimenti reali dove la nostra comunità paga le conseguenze.

Come si comporterà il Pd per la scelta dei candidati al Consiglio Comunale?
Il Partito Democratico dal Congresso Straordinario ha aperto una nuova fase, siamo impegnati a recuperare e rilanciare la nostra credibilità con una rinnovata azione politica, consapevoli che ci sono qualificati osservatori che vogliono guardare con attenzione il nostro operato. Non di certo dobbiamo cadere nel tranello delle provocazioni che trovano terreno fertile nel disorientare gli elettori. La scelta dei candidati sarà condivisa da tutti i dirigenti del partito, dopo una attenta radiografia al fine di far eleggere consiglieri preparati e funzionali alla linea del partito, evitando eventuali  battitori liberi che utilizzano il partito per essere eletti e poi con indifferenza passano da una sponda all’altra, tradendo di fatto gli elettori. L’adozione di un ulteriore regolamento interno sarà indispensabile per rafforzare e disciplinare i comportamenti e i rapporti con i vari rappresentanti eletti.

 

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