Il Partito Comunista gioiese risponde alle polemiche social sui suoi manifesti

Pubblicità elettorale 2019

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Committente: il candidato

A seguito delle polemiche esplose sui social per un manifesto elettorale del Partito Comunista gioiese, impegnato nella campagna elettorale per le Amministrative che interessano Gioia del Colle il prossimo 26 maggio, la sezione locale del PC, ha voluto chiarire la sua posizione sull’uso delle immagini usate su alcuni manifesti. La polemica sarebbe incentrata sull’immagine di Alan Kurdi, il bambino siriano rinvenuto morto sulle coste turche dopo una traversata su un gommone, e sotto l’immagine una buca stradale.

Per la sezione gioiese del Partito Comunista sarebbe stata pubblicata la foto di Alan Kurdi “per denunciare i crimini delle forze guerrafondaie che nel mondo hanno causato morte e devastazione in Jugoslavia, in Libia, in Siria, in Yemen, ecc. Nel nostro programma,  – spiega in una nota – che parte dal rifiuto della guerra e dalle tematiche internazionali, si arriva, passando per le politiche europee, che hanno imposto dei vincoli sui bilanci degli Stati e di conseguenza agli enti locali, causando ristrettezze finanziarie ed economiche, a quelli locali più urgenti: la foto della buca. Su Facebook persone che si identificano con forze reazionarie e qualunquiste hanno pubblicato la foto in questione accusandoci di strumentalizzare una tragedia per scopi propagandistici”.

Sottolineando di essere l’unica forza politica a livello locale, nazionale ed europeo, presente nella competizione elettorale, che denuncia i crimini di guerra il Partito avrebbe quindi voluto denunciare gli effetti dei crimini di guerra e le loro conseguenze nefaste come le morti in mare dovute all’emigrazione.

Ma perché aggiungere la buca stradale? “L’abbinamento della buca non è casuale,  – continua la nota – anch’essa è infatti il frutto di politiche a livello internazionale, nazionale e, di conseguenza, locale incentrate sugli interessi finanziari, delle banche e di pochi, sui pareggi di bilancio e non sull’assistenza sociale, sanitaria, sul bene della collettività. Si spendono molti soldi per le guerre, e per ciò che ad esse gira intorno, a scapito della sicurezza”. 

Respingiamo con forza le accuse calunniose di cattivo gusto – conclude – nella nostra propaganda fatte da bigotti, moralisti e qualunquisti. Facciamo appello a tutte le forze politiche, le persone amanti della pace e della libertà a continuare con noi a denunziare le politiche guerrafondaie in tutte le sedi opportune” e chiedono che sul Palazzo Municipale venga di nuovo esposto  lo striscione “Proteggi la pace come un bambino”.

“Orientamento formativo e riorientamento”

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