Parla il Sindaco Lucilla a 500 giorni della sua Amministrazione

A circa 500 giorni dalle elezioni amministrative, abbiamo chiesto al Sindaco di Gioia del Colle Donato Lucilla di fare il punto su diversi argomenti, dalle tasse, alla tutela del marchio dop della mozzarella, alle reazioni sulla sentenza Povia, allo stato di salute di questa maggioranza di governo.

Sindaco, ci sarà la Terza rata della Tari? 
Quest’anno non ci sono state variazioni nella Tari

Dopo le ultime polemiche sollevate sulla dicitura “Mozzarella Dop di Gioia del Colle”, come ha deciso di muoversi questa amministrazione per tutelare questo importante comparto del nostro territorio? 
Fin dal nostro insediamento abbiamo incontrato i produttori ed interloquito con il consorzio. Abbiamo promosso e collaborato a diverse iniziative volte alla valorizzazione del prodotto.
Di particolare rilievo, ritengo, sia stata l’iniziativa, svolta in collaborazione con l’Università degli Studi di di Bari, lo spin off Med & Food, e l’Università degli Studi di Milano, che puntava alla valorizzazione del latte attraverso una serie di incontri tenuti a livello nazionale. Abbiamo, in molte occasioni, ravvisato la necessità di arrivare alla creazione di una rete tra produttori e trasformatori (tra l’altro già prevista nello statuto del consorzio) cercando di stimolare questa interazione che ancora stenta a decollare. Insieme con il GAL abbiamo seguito la fase finale della candidatura per il riconoscimento del marchio Dop. Quando, come ci auspichiamo, sarà riconosciuto il marchio, il nostro impegno sarà quello di far sì che il consorzio di tutela possa essere un efficace mezzo di promozione e valorizzazione del prodotto con positive ripercussioni sull’economia locale.
A parte questo, sono rammaricato delle polemiche che sono nate con la Regione Campania, che vede in questo marchio un rischio per la DOP della mozzarella di bufala. In effetti, però, si tratta di prodotti molto differenti, per caratteristiche organolettiche, per modalità di produzione e per diverse altre caratteristiche, pertanto, non possono essere in competizione. Sarebbe più opportuno, al contrario, provare a creare una rete sinergica per la promozione del territorio.

Non ritiene che sia necessario individuare un assessore alle Attività produttive e Agricoltura che possa seguire la vicenda e tutelare i nostri produttori? 
La Giunta è un organo collegiale che segue tutte le attività e la suddivisione delle deleghe è stata pensata, prima delle elezioni, in base alle competenze ed agli interessi di ciascun assessore. Considerando la complessità e la vastità delle problematiche che incombono sulla Giunta, servirebbero sicuramente altri componenti per aiutarci ma il limite è stabilito dalla legge.

Passiamo alla sentenza che ha visto l’assoluzione dell’ex Sindaco Povia dalle accuse di corruzione.
Rispetto alla campagna elettorale che ha visto la sua compagine concentrata su questo processo, ritiene che siano stati commessi errori di giudizio?
La nostra campagna elettorale è stata incentrata sulla necessità di cambiare il modo in cui veniva gestita la cosa pubblica. Purtroppo, ricorderete che la precedente amministrazione ha visto alcuni suoi esponenti coinvolti in vicende giudiziarie relative a tematiche legate alla corruzione già in un’occasione precedente a quella che ha coinvolto anche il Sindaco Povia.
A parere mio, il grandissimo errore politico che è stato commesso è stato quello di non prendere le distanze da chi era stato già accusato di questi reati ma, al contrario, di mantenerlo all’interno della macchina amministrativa, addirittura assegnandogli un ufficio comunale in quanto segretario di un partito di maggioranza (assegnazione ritirata a seguito delle nostre proteste).
Inoltre, va considerato che per altre figure chiave il processo prosegue e, quindi, per avere il quadro completo della vicenda occorrerà attendere anche l’esito di questo processo, anche se, va sottolineato, vige sempre la presunzione di innocenza e solo all’esito delle sentenze definitive si potrà chiarire il quadro delle responsabilità penali personali.
Ritengo, tuttavia, che la politica debba riappropriarsi di un ruolo di indirizzo della società e che certi comportamenti, quand’anche non penalmente rilevanti, debbano essere isolati. Non so se qualcuno abbia seguito la requisitoria del PM o stia seguendo il procedimento ancora in corso, ma sarebbe interessante far conoscere quali siano state le fattispecie che hanno portato al processo le quali, anche se non penalmente rilevanti, non rappresentano di certo delle situazioni di gestione della cosa pubblica impeccabili. Ripeto, con ciò non esprimo, come non ho mai fatto, un giudizio sulle eventuali responsabilità penali, mentre il mio giudizio politico non cambia.

Questa Amministrazione impugnerà la sentenza in Appello? 
La sentenza potrebbe essere impugnata dal Pubblico Ministero, l’amministrazione è parte civile. Naturalmente occorrerà attendere il deposito delle motivazioni prima di sapere se ci sarà o meno questo appello, che, personalmente, ritengo assai probabile.

Il personale coinvolto nella vicenda verrà reintegrato al proprio posto?
Il personale coinvolto era stato già reintegrato, sebbene assegnato ad altre mansioni equivalenti.

Alla luce di questa sentenza e dall’esperienza fatta come Amministratore, ritiene che il fenomeno della corruzione sia così diffuso come avete sempre sostenuto?
Durante il mio mandato è stato coinvolto in una ipotesi giudiziaria simile l’ingegnere comunale, anche se per ipotesi di reato che non interessano la città di Gioia e riferite ad un orizzonte temporale precedente oltre che, per quanto riguarda la sua figura, diverse e non legate alla corruzione.
Tuttavia, al di là della sua posizione personale, che sarà valutata dai magistrati, il quadro che emerge dall’inchiesta che ha visto coinvolti sindaci, politici, funzionari di diversi comuni e con responsabilità anche sovralocali,  è inquietante. Vale la pena ricordare che l’inchiesta è partita dalla denuncia di un Politico, con la P maiuscola, come si dice in questi casi. Il comportamento del vice sindaco di Acquaviva, dal mio punto di vista, è stato esemplare, avendo avuto il coraggio di denunciare il tentativo di corruzione subito e avendo collaborato con gli inquirenti per far venire a galla un quadro a dir poco preoccupante del modo in cui viene gestita la cosa pubblica.
Questo episodio  ha rafforzato la mia convinzione che il fenomeno corruttivo sia uno dei mali più gravi che affligge la nostra società non solo “alle nostre latitudini” ma nell’intero Paese. Purtroppo, questa mia percezione risulta essere ampiamente diffusa tanto che, proprio una recente ricerca internazionale (il rapporto Transparency International), ha visto l’Italia sul podio dei paesi europei che vengono percepiti come i più corrotti.

Dopo 500 giorni di Governo qual è l’errore maggiore compiuto da questa amministrazione e quale il traguardo più significativo?
Il programma elettorale è molto ambizioso e prevede la realizzazione di interventi che potranno essere un punto di svolta per la nostra città ma che,  sebbene siano in parte già finanziati, prevedono dei tempi di realizzazione più lunghi.
Ritengo che, nonostante si siano fatte molte attività importanti (basta riprendere il corposo resoconto predisposto in occasione del primo anno di amministrazione per rendersi conto di quanto già realizzato) i bilanci vadano tracciati alla fine del percorso.
Anche per quanto riguarda gli errori commessi sarebbe opportuno farne una valutazione finale, anche perché talune scelte che possono apparire corrette, alla lunga potrebbero evidenziare dei problemi o viceversa.

Quanto ritiene in salute questa maggioranza di governo? 
Come in tutti i gruppi ci sono sensibilità diverse. Non esiste un gruppo perfetto nel quale non vi siano divergenze. D’altra parte, questa amministrazione ha dovuto affrontare una serie di problematiche e di difficoltà considerevoli che hanno accresciuto il livello di stress.
L’esistenza di queste difficoltà in un gruppo coeso, certifica la bontà della scelta fatta in campagna elettorale di evitare accordi dell’ultima ora per cercare di vincere ad ogni costo.
D’altra parte, ho detto spesso che la forza di questo gruppo è quella di non essere minimante interessata alle “poltrone” e di non avere interessi personali da coltivare, pertanto, se dovessero mancare i presupposti per affrontare uniti le enormi difficoltà che ci aspettano, considerando che dall’analisi della situazione di bilancio, come ho recentemente detto in consiglio comunale, stanno emergendo discrepanze importanti che potrebbero impattare significativamente sulla capacità di spesa dell’Ente, non ci saranno mercanteggiamenti per cercare di vivacchiare.

Il distacco tra il palazzo e la città sembra tangibile. Cosa intende fare per diminuire questo gap? 
Parto da una considerazione: la situazione di Gioia, con una amministrazione retta da due liste civiche completamente scollegata da qualsiasi movimento\partito a livello nazionale rappresenta un caso più unico che raro. La nostra vittoria ha fatto sì che restassero fuori dal Consiglio Comunale tantissimi aspiranti che nutrono nei nostri confronti un profondo odio e tentano in ogni modo e in qualunque occasione di alzare il livello della polemica contro di noi, anche con attacchi personali di pessimo gusto che ben qualificano le persone che li conducono.
Inoltre, la nostra vittoria ha impattato su schemi consolidati di gestione della cosa pubblica e, si sa, ogni novità genera difficoltà.
Ad esempio, credo non abbia giovato alla nostra popolarità pretendere che chi utilizza cose pubbliche paghi quanto previsto! Ed il fenomeno è più ampio di quanto si possa immaginare. Risulta incredibile pensare che l’ente si è dovuto attivare per recuperare utenze pagate a fronte di immobili che erano stati venduti ma… è accaduto! Sinora, infatti, non è mai esistito un controllo sulle utenze, così come non è mai stato previsto sull’utilizzo degli impianti sportivi.
Altra situazione che, certamente, ha contribuito a indebolire la mia popolarità è stata l’inversione di rotta sulle assegnazioni provvisorie de gli alloggi popolari.
Al di là delle condizioni di disagio, sono emerse situazioni paradossali, come un’assegnazione definitiva effettuata in spregio della graduatoria, per la quale abbiamo avviato l’iter di annullamento in autotutela dell’assegnazione fatta dalla precedente amministrazione che, tuttavia, dato il tempo trascorso dall’atto assunto, senza contestazioni, sta incontrando difficoltà ad essere perfezionato.
D’altra parte, siamo coscienti che il nostro progetto è molto ambizioso e non prevede un ritorno in termini di consenso e di popolarità a breve giro. Sono, però, convinto che il lavoro e l’impegno alla lunga paghino e sono certo che i frutti saranno visibili ed apprezzati dai cittadini nel corso di questo mandato.
Va, tuttavia, sottolineato che la situazione di bilancio dell’Ente limita fortemente le possibilità di spesa: è ovvio che avremmo avuto più popolarità se avessimo avviato, come nei programmi, ad esempio, la manutenzione straordinaria dell’asfalto, ma la presenza di passività potenziali ha indotto il consiglio comunale ad assumere un atteggiamento prudenziale ed evitare di utilizzare l’avanzo di amministrazione, di qui la necessità di ridimensionare il programma.
E, purtroppo, la situazione non appare destinata a migliorare a breve perché stiamo effettuando degli approfondimenti sulla gestione delle entrate comunali che potrebbero portare a dover assumer correttivi importanti in termini di bilancio.

Concludiamo chiedendo se la recente paternità ha cambiato il modo di vedere le priorità della Città? 
Essere diventato padre è la più grande emozione che ho vissuto e, sicuramente, ha inciso sul mio carattere e sul mio modo di approcciarmi, in generale, alla vita. Le priorità dell’amministrazione, tuttavia, non vengono determinate solo da me ma dall’intera amminstrazione.