Parla Lucilla “Non c’erano motivazioni tanto forti da mandare a casa una amministrazione”

Dopo le dimissioni in blocco presentate dal Sindaco, Assessori e Consilieri di Sep e Prodigio, dopo la non approvazione del Bilancio del Comune di Gioia del Colle nei tempi massimi imposti dalla Prefettura, Donato Lucilla racconta l’amarezza di aver lasciato un progetto a metà e che stava cominciando a dare i suoi frutti.

Ho ricevuto tanti messaggi da gente da cui non mi aspettavo. C’è molta amarezza per come si è conclusa questa consigliatura, perché finalmente stavamo per scalare la vetta e ci aspettava una seconda parte del quinquennio in discesa.

Leggendo il comunicato stampa di Sep e Prodigio di mercoledì, non è però emersa autocritica rispetto agli eventi che hanno portato alla fine della sua legislatura. Come al solito il problema sono De Rosa e Zileni che hanno abbandonato la maggioranza a ottobre e Addabbo che non ha votato insieme alla maggioranza.
Ognuno si assume le sue responsabilità. Errori ne sono stati fatti. Quando però emergono abbiamo due strade. Se questi errori sono stati commessi perché il sindaco è un incompetente o ha interessi suoi, allora è giusto che se ne vada a casa. Se invece sono frutto di situazioni diverse, allora possiamo intervenire e correggere.

Il comunicato è sembrato però superbo e aggressivo.
Io non l’ho trovato aggressivo, perché i consiglieri di maggioranza sanno come sono andate le cose sulla situazione degli uffici e la loro riorganizzazione, compreso la stesura del Bilancio di previsione.

Quindi questa amministrazione è caduta solo per colpa di Zileni, De Rosa e Addabbo?
Trovo che non ci siano motivazioni tali da spingere dei consiglieri eletti  e consapevoli di condividere un programma a mandare a casa una amministrazione. È del tutto evidente che una certa composizione del Consiglio comunale la si deve grazie al premio di maggioranza, altrimenti qualcuno non sarebbe stato eletto. In altri Comuni vicini, i consiglieri in disaccordo col Sindaco hanno preferito dimettersi, lasciando spazio a chi credeva ancora nel progetto politico.

Che cosa è successo nei giorni precedenti il Consiglio?
I problemi posti da Addabbo erano tutti superabili. Il Consiglio del 10 maggio, nel quale Addabbo si astenne sul punto propedeutico all’approvazione del Bilancio  e che passò solo per l’assenza fortuita e momentanea del consigliere Gallo, mi spinse a fare il punto sulla situazione della mia maggioranza e a ritornare in Aula con numeri precisi. La stessa Addabbo nelle riunioni tenutesi dal 10 al 15 maggio aveva deciso di votare a favore e di riconciliarsi col programma. La sera però del 15 riconfermò il suo voto di astensione al Bilancio.

Quindi eravate consapevoli che sareste andati sotto?
Ho preferito fare tutto alla luce del sole. Anche la proposta di appoggio al Bilancio da parte di Zileni non mi convinceva. Perché alla luce dei miei numeri, avevo bisogno di un progetto di più ampio respiro e che non mi logorasse consiglio dopo consiglio.

Ed ora cosa succederà?
Mi auguro che Prodigio continui comunque a crescere. Guardando oltre Gioia, osservo con attenzione il movimento di Pizzarotti Italia in comune: una bella realtà che mancava nel panorama nazionale.