New Real Volley/Sospeso il Presidente per 5 anni. La sentenza del Tribunale sportivo

Sospensione per 5 anni da ogni attività federale per Nicola Giordano e una multa di 4mila euro alla New Real Volley Gioia ASD. È quanto ha deciso, in primo grado, il Tribunale federale della Federazione italiana di pallavolo in merito al procedimento che ha visto protagonista il presidente e la squadra di volley di Gioia del Colle per aver chiesto di perdere una partita e per scommesse. Tutto ruota intorno alla partita dei play off di serie A2 Gioia del Colle-Alessano e l’accusa mossa a Giordano di aver chiesto ai giocatori di perdere la partita e di aver scommesso sui risultati della sua squadra.

Per quanto riguarda la richiesta di perdere la partita, la circostanza viene riferita da alcuni procuratori dei giocatori alla Lega che immediatamente chiedono a Giordano spiegazioni. Giordano a questo punto, secondo la ricostruzione del Tribunale, rivolge l’invito alla squadra di vincere la partita. Ordine e contrordine sarebbero stati emessi nei giorni e nelle ore precedenti l’incontro. La difesa di Giordano aveva sottolineato che l’ordine di perdere la partita era stato impartito dal Presidente per verificare la reazione della squadra. Ma il Tribunale non ha creduto a questa tesi difensiva. Piuttosto, dopo aver ascoltato la testimonianza di alcuni giocatori, i giudici si sono convinti del contrario e cioè – come Giordano aveva spiegato agli stessi giocatori durante l’allenamento prepartita – bisognava perdere perché la società non poteva più permettersi di sostenere i costi delle trasferte. Per i giudici il fatto che Giordano abbia revocato l’ordine di perdere dopo essere stato contattato dai procuratori dei giocatori e dalla Lega dimostra che solo dopo la diffusione della notizia si sia convinto a rettificare il messaggio alla squadra.

Il Tribunale Fipav si concentra però sulla questione scommesse. Qui Giordano ammette di aver effettuato scommesse multiple anche su partite in cui era coinvolta la sua squadra aprendo una questione interpretativa sull’art. 10 del Codice di Comportamento Sportivo del Coni che sembra riferire il divieto solo ai tesserati, quindi solo agli atleti, di scommettere sui risultati relativi alle competizioni alle quali si partecipa  o alle quali si abbia diretto interesse. Per il Tribunale federale invece il divieto riguarda tutti i membri della squadra anche quelli della società, presidente compreso: “Lo stesso incolpato nelle dichiarazioni rese al procuratore – si legge nel dispositivo –  ha confermato che la squadra da lui presieduta non aveva neanche la liquidità sufficiente per pagare i giocatori e ciò a seguito del ritiro degli sponsor causato dalle voci che le partite si truccavano. Era quindi fatto notorio che si effettuassero scommesse, come era ricorrente la voce (testimonianze degli atleti) che il Presidente fosse uno scommettitore”.

Non è un caso che lo stesso Presidente a giugno ha dovuto rinunciare ad iscrivere la squadra ai campionati di A2.

Alla fine il Tribunale ha determinato la sanzione ritenendo i fatti particolarmente gravi e lesivi degli interessi di tutto il movimento della pallavolo. Si tratta di una sentenza di primo grado a cui Giordano potrà presentare appello.