“Mozzarella dop di Gioia” sotto attacco. Le associazione nazionali contro

A gettare benzina sul fuoco sulla guerra tra la “mozzarella dop di Gioia del Colle” e la “mozzarella dop campana” ci ha pensato, questa mattina, Cesare Baldrighi, presidente dell’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (Aicig) e dirigente del Consorzio del Grana Padano e di Afidop, l’associazione che riunisce i formaggi Dop e Igp.

L’occasione è stata la due giorni organizzata dall’Aicig per la valorizzazione dei prodotti Dop e Igp presso il Consorzio della Tutela della Mozzarella di Bufala Dop alla Reggia di Caserta.

“Il Governo – ha detto – dovrebbe concedere il marchio dop a quei prodotti che hanno importanti volumi produttivi e commerciali, e non seguire finalità politiche. La mozzarella di bufala campana è esportata e conosciuta ovunque, per cui non mi vede d’accordo la proposta di creare un’altra dop come quella della mozzarella di Gioia del Colle, che ha una dimensione molto locale ed è realizzata più o meno nelle stesse zone di produzione della bufala dop”.

Che si tratti della stessa zona di produzione non è proprio così. La mozzarella campana ha infatti un bacino di produzione così ampio da racchiudere i territori della Campania, parte della Basilicata, del Molise e del Foggiano. La mozzarella di Gioia è invece prodotta nelle Murge, una zona molto ben delimitata della Puglia.

L’idea quindi che possa essere lo stesso luogo di produzione a ingenerare confusione tra i consumatori è sicuramente controversa. La stessa confusione a cui si appella il Consorzio della Bufala Dop che ha deciso di procedere per vie legali per il tramite della Regione Campania, contro il  provvedimento del Ministero delle Politiche Agricole, ma solo per la denominazione e l’uso del termine mozzarella. I campani infatti non mettono in discussione la dop alla mozzarella gioiese purchè venga chiamata diversamente, ad esempio “treccia”.

“Già immagino la confusione che si creerà sugli scaffali dei supermercati del nord – dice il presidente del Consorzio Domenico Raimondo – dove le massaie troveranno due mozzarelle provenienti dalla stessa zona, la mozzarella di bufala dop che ha un prezzo maggiore perché’ ha costi di produzione più elevati, l’altra, quella di Gioia del Colle, che costa di meno e si mantiene di più. Non è così che si valorizza un’eccellenza come la mozzarella di bufala dop”.

Diventa quindi una questione di resa qualitativa del prodotto sul mercato, con cui la mozzarella di bufala deve scontrarsi avendo un nuovo concorrente.