Con Michele Placido il 22 dicembre sipario al Rossini. Ecco i grandi nomi della stagione

Con Michele Placido si alzerà il sipario al Teatro Rossini di Gioia del Colle il prossimo 22 dicembre per inaugurare la stagione teatrale 2018/2019.
In collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, il cartellone ospiterà grandi spettacoli e grandi nomi, con una stagione definita “Una stagione per tutti”.
Dopo Michele Placido, ci saranno Emilio Solfrizzi e Alessio Boni fino ad Ascanio Celestino ed Elisa Barrucchieri, solo per citare alcuni nomi.
Oltre la prosa, riconfermata la musica con l’associazione Lobefaro e la sezione di teatro contemporaneo Next, con date da definire.
Questo il cartellone e i costi della biglietteria (clicca sul link)

Stagione di prosa 2018/19

22 dicembre Michele Placido
in Letto ad una piazza – Recital

16 gennaio 2019
ErreTiTeatro30
Emilio Solfrizzi, Paola Minaccioni
A TESTA IN GIÙ – l’envers du decor
di Florian Zeller
con Bruno Armando e Viviana Altieri
scena Andrea Taddei
costumi Barbara Bessi
luci Carlo Signorini
regia GIOELE DIX
Daniel invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, Patrick suo migliore amico e la sua nuova partner Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina provoca una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo le loro certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia. L’originalità di A testa in giù sta nel fatto che il pubblico è testimone dei pensieri dei personaggi che parlano in disparte. Grande gioco di attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica. Il testo è stato portato in scena, nel gennaio 2016, al Théâtre De Paris, con Daniel Auteil nel ruolo di protagonista e regista.

24 gennaio 2019
ArmamaxaTeatro/PagineBiancheTeatro
Gaetano Colella
ICARO CADUTO
testo Gaetano Colella
costume Lisa Serio
scena Paolo Baroni
disegno luci Loredana Oddone in collaborazione con Catalyst
regia ENRICO MESSINA
La storia è nota: Icaro precipita in mare dopo essere fuggito con suo padre Dedalo dal labirinto, a Creta. Le ali artificiali si sfaldano non appena il giovane si avvicina al sole. Il padre disperato, dopo averlo cercato a lungo, si rifugia in Sicilia. Icaro Caduto racconta tutto quello che segue la funesta caduta di Icaro: il ragazzino, dopo lo schianto in mare, non muore. Un pescatore lo raccoglie e lo porta a casa da sua moglie. Qui cresce Icaro, redivivo, in una famiglia pugliese che lo osserva, lo nutre, lo accudisce. Intorno a lui pullula un villaggio di gente curiosa di vedere da vicino com’è fatto un angelo caduto dal cielo. Il suo corpo porta i segni dello schianto, ma la sua memoria è ancora fresca. Che fine ha fatto sua madre che ogni giorno alle porte del labirinto pregava Minosse che gli restituisse il figlio? E dov’è adesso suo padre, il geniale Dedalo che da sempre ha preferito dedicarsi alle sue invenzioni invece che a suo figlio? Icaro non ha dubbi: non appena riuscirà a camminare raggiungerà la Sicilia e cercherà suo padre. Icaro Caduto racconta una storia senza tempo: il complesso, delicato e meraviglioso rapporto che lega un figlio a un padre.

8 febbraio 2019
Piccola Compagnia Dammacco / Teatro di Dioniso
 LA BUONA EDUCAZIONE
con Serena Balivo e Mariano Dammacco
cura dello spazio scenico Stella Monesi ideazione
drammaturgia e regia MARIANO DAMMACCO con la collaborazione di SERENA BALIVO
Una donna deve prendersi cura di un giovane essere umano, ultimo erede della sua stirpe.Deve ospitarlo nella sua vita, nella sua casa, nella sua mente, deve educarlo, progettare il suo futuro, deve contribuire all’edificazione di un giovane Uomo. Serena Balivo, Premio Ubu 2017 nella categoria nuova attrice o performer, dà vita sulla scena a questa donna, accoglie gli spettatori nel teatro della sua mente e condivide con loro la strada che percorre per cercare di assolvere al suo compito. Sarà all’altezza?

22 febbraio 2019
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo /Fondazione Teatro Della Toscana
Alessio Boni, Serra Yilmaz
DON CHISCIOTTE
liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra
adattamento di FRANCESCO NICCOLINI
drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer e Francesco Niccolini
con Marcello Prayer e Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico
scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
luci Davide Scognamiglio
musiche Francesco Forni
regia ALESSIO BONI, ROBERTO ALDORASI, MARCELLO PRAYER
Chi è pazzo? Chi è normale? Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani. Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete – avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione – sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli perché no, Don Chisciotte.

7 marzo 2019
Fabbrica
Ascanio Celestini, Gianluca Casadei
PUEBLO
suono Andrea Pesce co-produzione con RomaEuropa Festival 2017 e Teatro Stabile dell’Umbria uno spettacolo di ASCANIO CELESTINI
Pueblo è la seconda parte della trilogia iniziata con Laika. C’è un supermercato e un magazzino nel quale lavorano gli immigrati. Ci sono una barbona italiana, una straniera e un facchino africano che può permettersi di bere un solo giorno a settimana… il giorno che spende tutti i suoi soldi alle slot machine. C’è uno zingaro che incontriamo quando è bambino e poi lo rivediamo da grande. C’è un padre che insegna alla figlia a rubare e una madre che, giorno dopo giorno, parla sempre meno. A questo piccolo mondo si aggiunge anche quello più nascosto dell’orfanotrofio gestito dalle suore o del tribunale nel quale questi dimenticati incontrano finalmente lo Stato e la Storia con le “S” maiuscole, ma lo incontrano in maniera alternativamente punitiva o distratta.

30 marzo 2019 Res Extensa Dance Company
L’ISOLA MAGICA – Shakespeare in Dream
musiche di Luigi Maiello;
trucco e body-painting Nouvelle Estetique
con Elisa Barucchieri, Teri Demma, Lucia Della Guardia, Nico Gattullo, Francesco Lucarelli, Mariangela Massarelli, Anna Moscatelli, Paolo Proietti
coreografia ELISA BARUCCHIERI
testo di SELENE FAVUZZI
L’Uomo, il piccolo essere colmo di emozioni, passioni feroci e tenere fragilità, ha bisogno del magico e del misterioso: aiuta a sopportare, aiuta a comprendere, aiuta a dare senso, meraviglia e giustizia alla vita. In questo spettacolo è proprio questa la domanda che si pone Shakespeare stesso: sospeso in una notte insonne, il Grande Bardo appare in un teatro popolato dai fantasmi della sua creatività. Guidato da uno spirito musa, incontrerà le tre Streghe, Prospero, Ariel, Sycorax, Puck… e comprenderà il senso della magia, (ovvero, della fede) che, sfuggente e senza regole, è la più necessaria componente dell’esperienza umana. Comprenderà perché a lui, bardo eterno, è dato il compito di narrare di loro.

9 aprile 2019
ProximaRes
ANTROPOLAROID
scene e costumi Margherita Baldoni, Guido Buganza
rielaborazioni musicali Daniele D’angelo
suoni e luci Matteo Crespi
di e con TINDARO GRANATA
Francesco Granata nel settembre del 1925 si impicca perché scopre di avere un tumore incurabile. La moglie , incinta, sola, si reca spesso al cimitero per “bestemmiare” sulla tomba del marito. Il figlio Tindaro Granata nel 1948 viene implicato in un omicidio di mafia, ordinato da un noto mafioso di Patti. Maria casella, nel ’44, si innamora di Tindaro che incontra ad una serata di ballo organizzata da suo padre per presentargli il suo futuro sposo, un ufficiale tedesco. La giovane si oppone al matrimonio, scappa con Tindaro, facendo la “fuitina”. Teodoro Granata nasce l’anno dopo. Diventato adulto, Teodoro emigra in Svizzera. Tornato in Sicilia sposa Antonietta Lembo e con l’aiuto del signor Badalamenti apre una falegnameria. Tindaro Granata nasce nel settembre del 1978. Adulto, parte per il servizio militare, si imbarca per due anni su nave Spica e qui incontra il nipote del boss del suo paese di origine, Patti. Il giovane Tino (nipote del boss) , dopo che il padre viene indagato per delitti di mafia, si confida con Tindaro. Ma questo è il giorno in cui Tindaro parte per Roma, vuole diventare un attore. Tino si suicida, impiccandosi.

14 aprile 2019
Compagnia del Sole
MILES GLORIOSUS DI PLAUTO – ovvero ‘gli adulatori sono simili agli amici come i lupi ai cani’
con Flavio Albanese, Claudio Castrogiovanni, Luigi Moretti, Stella Addario, Antonella Carone, Patrizia Labianca, Loris Leoci Tony Marzolla Dino Parrotta
scena Pino Pipoli
costumi Stefania Cempini
disegno luci Mauro Marasà
assistente alla regia Antonella Ruggiero
traduzione e regia di MARINELLA ANACLERIO
Il soldato Pirgopolinice è un fantastico sbruffone, esagerato spudorato vitale. La distanza tra ciò che è e ciò che crede di essere è tale da irritare profondamente chiunque abbia un po’ di buon senso. Ci sono tempi in cui questo personaggio risulta esagerato. E tempi invece in cui la realtà supera di gran lunga la favola e il povero Pirgopolinice è un ritratto a tinte forti di ben più consapevoli e colpevoli vantoni…In una Efeso simile all’originale quanto l’ambientazione di certi western spaghetti al far west, si consuma la tragicomica truffa di un gruppo di sfaccendati di vario genere ai danni di un soldato che ha due debolezze: le donne, meglio se minorenni e sposate, ed essere adulato. Non si può certo definire Plauto un moralista di quelli che per punire il vizio chiama in causa la virtù, semmai un cinico commediante, che racconta di gente che non ha ideali per cui valga la pena essere coerenti e cerca di sopravvivere e divertirsi, e forse anche di vendicarsi un po’ di essere costretta a recitare per vivere. Insomma una commedia adatta ai tempi di grandi commedianti in cui viviamo. Così la strada diventa scena e il teatro da mezzo diventa fine e le parole di Giulietta si mescolano a quelle di Ofelia e le arie di Mustafà a quelle di Isabella, l’Italiana di rossiniana memoria, in un pout pourry da serata d’onore. Ne risulta una gara tra attori consumati dove l’unico spettatore pagante in conclusione, viene imbrogliato, derubato e malmenato. L’eccesso è sempre un vizio a prescindere dal contesto.

In collaborazione con l’Ass. Musicale LOBEFARO
Rassegna Musicale “LEGATURE XV”

21 gennaio lunedì ore 20.30
Lapo Vannucci – Luca Torrigiani chitarra pianoforte
10 febbraio domenica ore 19.00 Tom De Beuckelaer pianoforte
10 marzo domenica ore 19.00 Quintetto Eolus quintetto di fiati
24 marzo domenica ore 19.00 Concerto Lirico
Roberto Calamo tenore Giulia Palmisani pianoforte
28 aprile domenica ore 19.00 Jan Wachowski pianoforte

SEZIONE TEATRO CONTEMPORANEO – NEXT

Data da definire
Compagnia Oyes
SCHIANTO
drammaturgia collettiva Francesca Gemma, Dario Merlini, Umberto Terruso, Fabio Zulli
scenografia e costumi Maria Paola Di Francesco
sound designer Gianluca Agostini
assistente alla regia Noemi Radice
organizzazione Valeria Brizzi
ideazione e regia STEFANO CORDELLA
Un uomo, visibilmente sconvolto, sale su un taxi e chiede di andare il più lontano possibile. Il tassista, personaggio tutt’altro che discreto, incalza l’uomo con domande di ogni tipo ottenendo risposte evasive. All’improvviso uno schianto. I due uomini scoprono di aver investito un animale che ora è agonizzante. Dopo lo spavento iniziale si scatena un dibattito tra i due sulla possibilità di infliggergli il colpo di grazia per non farlo ulteriormente soffrire o lasciarlo al suo destino. L’animale nel frattempo scappa lanciando un messaggio incomprensibile che suona come una maledizione.

Data da definire
ServoMuto Teatro
PHOEBUSKARTELL
di e con Gabriele Genovese, Giancarlo Latìna, Michele Mariniello, Marco Rizzo, Matteo Vignati, Alfonso De Vreese
Disegno luci Iro Suraci
Movimenti scenici Sara Drago, Roberta di Matteo Musiche originali da Kurt Weill e Hanns Eisler Arrangiamento brani Fabio Roveroni, Matteo Vignati
Soggetto e regia MICHELE SEGRETO
Nel dicembre del 1924 a Ginevra i principali produttori di bulbi a incandescenza di mezzo mondo si riuniscono segretamente per spartirsi il controllo della produzione e della vendita di lampadine. Oltre a uniformare gli standard produttivi, stabiliscono di ridurre la vita utile delle lampadine da 2500 a 1000 ore per garantirsi un continuo e frequente bisogno, da parte del consumatore, di acquistare nuove lampade. Decidono di produrre lampadine peggiori, per produrne di più. L’accordo prende il nome di PhoebusKartell, o Cartello Phoebus. Nel dicembre del 1924 nasce il primo cartello economico su scala globale e viene messo a punto il fenomeno economico noto come obsolescenza programmata. Noi non eravamo presenti.Non sappiamo cosa si siano detti. Questa non è la loro storia.

Data da definire
Associazione Culturale Linguaggicreativi
I RAGAZZI DEL MASSACRO
Spettacolo tratto dal romanzo di Giorgio Scerbanenco
Con Stefano Annoni, Diego Paul Galtieri e Federica Gelosa
Assistente alla regia Veronica Scarioni Tecnica,
scene e costumi Francesca Biffi
Assistente tecnica e assistente scenografa Paola Tognella
Adattamento teatrale e regia PAOLO TROTTI
I ragazzi del massacro, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco, è uno spettacolo sulla giustizia. Della necessità di perseguire la verità anche quando tutti sono convinti del contrario. Tratta dell’importanza di un pensiero autonomo. Tratta di una maestra assassinata dai suoi undici allievi della scuola serale, un giorno di maggio del 1968 e di un uomo che non si arrende alle apparenze. Di una voce fuori dal coro, quella di Duca Lamberti, che non vuole il mostro in prima pagina, ma crede che la giustizia sia sopra ogni convenienza. La giustizia è etica. È politica.Attorno all’omicidio si agita il ‘68. Con le manifestazioni, le occupazioni e gli scontri di piazza. Una piccola storia dentro alla grande Storia.

Data da definire
Associazione Culturale Fattoria Vittadini / Interno 5 / FEM
ESEMPLARI FEMMINILI
Musiche Clèment Destephen
Disegno luci Giulia Pastore
Scenografia Eva Karduck
Costumi Gabriella Stangolini
Consulenza artistica Matan Zamir
Voce Barbara Granato
Coreografia, Concept e Performance FRANCESCA PENZO e TAMAR GROSZ
Che cosa significa essere donna oggi? Quale contributo può dare il femminile al rinnovamento della società? Attraverso la metafora documentaristica, due esemplari femminili si fanno osservare e svelano le dinamiche proprie di un mondo che abitano quotidianamente. La loro è una dichiarazione di femminilità ed esistenza, una primavera annunciata nel loro essere donne.