Maurizio Liuzzi, segretario del PD: ora una grande area progressista, perché si possa governare, non solo vincere

“Orientamento formativo e riorientamento”

“Orientamento formativo e riorientamento”

Dopo la fine dell’amministrazione Lucilla, i partiti stanno iniziando a scaldare i motori e a capire che cosa è necessario fare per l’imminente campagna elettorale.
Abbiamo sentito Maurizio Liuzzi, segretario del Partito Democratico di Gioia del Colle, che dal suo insediamento ha cercato di dare  una svolta più inclusiva al partito. In questa ottica l’invito de La Bottega a iniziare a tracciare un percorso che possa raccogliere una grande area di centro sinistra è stato importante per capire come iniziare a muoversi, rasserenare gli animi e iniziare un processo di dialogo con tutti coloro che possano in qualche maniera riconoscersi nel progetto.

Come sta il PD a Gioia del Colle?
In salute. Dopo la fine dell’amministrazione Lucilla, l’area progressista di centro sinistra ha cominciato ad incontrarsi proficuamente. L’appuntamento organizzato da La Bottega è stata una grande apertura ad un progetto nuovo.
In questi sette mesi, da quando sono segretario del PD, insieme agli iscritti, abbiamo lavorato molto. Abbiamo riorganizzato il partito, siamo riusciti a raggiungere un calendario fitto di incontri tra di noi, abbiamo dato il nostro contributo a grandi temi che hanno coinvolto Gioia del Colle come la Coop, Navita e Punto di primo intervento grazie all’apporto del nostro consigliere Federico Antonicelli.
Insomma abbiamo ricominciato a svolgere il ruolo che un partito come il PD deve avere, soprattutto entrando nel merito delle questioni e mai ponendosi aprioristicamente contro l’amministrazione per mera scelta strategica. Questo dato ci è stato confermato anche dai rappresentanti della ex maggioranza.

Come si sta preparando il PD?
Tutto quello che stiamo facendo si trova nella mozione congressuale presentata alla mia candidatura da segretario, che per certi versi si è dimostrata profetico.
Anche sullo Statuto comunale abbiamo lavorato molto e a più mani, in un’ottica di una estrema apertura a tutti coloro che vogliono partecipare al progetto.
Come già dichiarato in quella mozione, noi guardiamo ad una vasta area di centro sinistra aperto al civismo progressista e democratico. L’area è talmente ampia che, probabilmente, riuscirebbe a coinvolgere gente che mai si è affacciata nel mondo della politica.
Occorre ritrovare il ruolo di fiducia del partito, perché non è più plausibile l’equazione movimento/onestà e partito/malaffare. Occorre riconquistare il ruolo dei partiti e dare forza all’esperienza istituzionale che hanno.

Come è stato il rapporto con l’amministrazione Lucilla?
A parte gli ultimi giorni, su cui si era instaurato un dialogo sul Punto di primo intervento, è stato un rapporto fatto di tante istanze, ma non necessariamente di contrapposizione.

È cambiato il PD negli ultimi anni?
Credo di si e l’elettorato gioiese sarà molto attento e saprà cogliere perfettamente il cambiamento che c’è stato.
Questo è il momento per costruire, non di sfasciare. Il PD di oggi è molto diverso da quello di due anni fa.

Un giudizio sull’operato Lucilla.
Gli amministratori precedenti hanno confuso spesso la morale privata con l’etica pubblica. L’onestà è un requisito che si deve dare per scontato. Non posso esprimere giudizi sulle loro competenze che probabilmente non sono riusciti a dimostrare. Loro sono caduti su un Bilancio che non poteva essere approvato da nessuno, perché inadeguato nei contenuti. Non ci interessa la questione di quelli che se ne sono andati, perché è nei contenuti di quel documento che va cercata la causa della loro disfatta.

Che cosa farà in campagna elettorale e che ruolo svolgerà?
Non è il momento di parlare di ruoli. Ora lavorerò per una riappropriazione identitaria del partito e su quella grande area di cui abbiamo parlato prima. E’ preliminare capire qual è il progetto su Gioia del Colle, gli interpreti verranno dopo. È necessario capire quali sono i problemi di Gioia e perché negli ultimi 10 anni abbiamo avuto quattro commissariamenti prefettizi e, soprattutto, chi possono essere i referenti di questo grande progetto che vuole essere accogliente e inclusivo della società civile che si riconosce in un disegno progressista. Il candidato sindaco dovrà essere la punta di un gruppo di lavoro, perché si vince per governare.

Un’ultima domanda. Qual è l’emergenza per Gioia?
Sicuramente un’attenzione particolare deve essere posta sulle attività e sullo sviluppo economico del territorio. E poi un’attenzione particolare andrà posta sulle regole.

“Orientamento formativo e riorientamento”

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