Mastrangelo: “Avanzo da 5 milioni”

giovanni mastrangelo

Consigliere Mastrangelo, la scorsa domenica è stato in piazza il sindaco. Come mai avete sentito il bisogno di replicare anche voi dalla piazza?

Primo perché la politica deve parlare alla gente non solo in campagna elettorale.

Secondo, abbiamo ritenuto giusto informare la città, con atti alla mano, che il rendiconto approvato dal commissario prefettizio relativo all’anno 2011 è stato di oltre 5.000.000 di €. E per smentire chiunque abbia ingiustamente accusato la precedente amministrazione di aver lasciato il comune con i conti in rosso. E’ nostro dovere parlare ed informare la città.

Tra le accuse più pesanti che ha mosso Povia all’ex sindaco Longo, quella di aver prosciugato le casse del Comune.

Credo sia evidente che anche per noi vigeva il patto di stabilità, sicuramente da noi rispettato, e che i tagli dello Stato c’erano anche per noi. Ma noi non abbiamo mai messo le mani nelle tasche dei gioiesi. Anzi, abbiamo esteso la fascia di esenzione per l’addizionale Irpef per le fasce di reddito basso. Queste sono affermazioni incontrovertibili e, certo di quello che affermo, sfido il Sindaco a smentirle formalmente. Ma non può farlo se non attraverso le falsità di cui continua ad accusarci solo con i monologhi a cui è abituato.

Capitolo debiti. Rimane ancora di attualità la questione Comune-Spes. E’ stato accertato un debito di un paio di milioni del Comune verso la Spes e si è aperto addirittura un contenzioso. E poi ci sono tanti altri contenziosi ancora aperti.

I debiti del Comune verso la Spes risalgono dal primo anno di vita della stessa. Ma, ad onor del vero, devo dire che il 90% dei debiti sono riconducibili all’esponenziale e vertiginoso incremento del costo del conferimento dei nostri rifiuti in discarica, raddoppiato in pochi mesi dal Governatore Vendola. Non era facile prevedere contabilmente questo incremento e, molto più difficile è farvi fronte. La cosa importante è che nessuno pensi ad una cattiva gestione e/o peggio che qui soldi sono “finiti nelle tasche di qualcuno” come qualche irresponsabile ha fatto credere. Il contenzioso ancora in corso con la Spes, riguarda fatture emesse prima del 2008 e che nessuno ha voluto riconoscere né il commissario Palomba, né il commissario Dabbicco né il Sindaco Longo e tantomeno il Sindaco attuale. Questo perché si tratta di attività svolta dalla Spes ma priva di alcun atto formale da parte dell’Ente. Il contenzioso che riguarda RFI è stato instaurato per tutelare la città così come quello verso la ditta dei parcheggi. C’erano validi motivi per avviarlo e sarebbe stato molto più comodo e facile per noi chiudere il passaggio a livello. Ma ci siamo opposti.  I cittadini lo sanno e fino ad oggi, tra l’altro,  il Comune ha vinto tutte le cause avviate sotto la Giunta Longo. A differenza del passato che le perdevano spesso e volentieri.

Sulla questione piscina nel tuo intervento in piazza hai messo in rilievo il mancato controllo delle scorse amministrative sulla polizza fideiussoria. Ma perchè non è mai emerso in questi mesi che il gestore era indietro con i pagamenti delle rate?

Nel problema della piscina non è  rilevante capire da quanto risale il debito del gestore ma capire perché non è stato tutelato l’ente, da chi non è stato tutelato e perché oggi devono pagare i cittadini. E le responsabilità di queste negligenze non sono certamente della Giunta Longo ma di chi ha fatto il bando e la convenzione per l’affidamento della piscina. Correva l’anno 2005 e Longo è stato eletto nel 2008!

L’amministrazione Povia ha fatto ricorso all’aumento dell’IMU per riempire le casse comunali a secco. Voi vi siete opposti fermamente. Se foste stati al governo cosa avreste fatto per recuperare le stesse somme?

Rispondo con una domanda: se le casse erano a secco e, a dire del sindaco Povia bisognava aumentare le tasse, perché un mese fa hanno speso circa € 250.000 (mezzo miliardo di vecchie lire!) per rifare l’impianto di condizionamento del Comune ? I conti fatti così sicuramente non quadrano e qualcuno dice qualche bugia di troppo.

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