L’impianto Isotherm continuerà a fare ricerca: buona notizia per l’Ansaldo

Nello stabilimento dell’ex Termosud di Gioia del Colle continuerà la sperimentazione sul sistema di combustione senza fiamma di rifiuti non pericolosi, garantendo la sopravvivenza dell’azienda.

Esattamente due anni fa, il 18 marzo 2015, mentre Gioia del Colle era concentrata sulle questioni giudiziarie che avevano interessato Palazzo San Domenico, al Ministero dello Sviluppo Economico si chiudeva la vertenza Ansaldo, gruppo Sofinter, che rischiava di mandare a casa in breve tempo 197 operai.

L’accordo siglato tra sindacati e Regione Puglia che investì nell’azienda gioiese, prevedeva nel piano industriale nel biennio 2015-2017 la realizzazione, tra le altre cose, di bruciatori innovativi e l’industrializzazione dei progetti di ricerca, cofinanziati dalla Regione e realizzati da Itea, altra azienda del gruppo Sofinter, con sede proprio nello stabilimento Ansaldo di Gioia.

Di buona lena, Itea lavora sul suo programma di ricerca sugli impianti di ricerca e sperimentazione di “ossidocombustione pressurizzata senza fiamma, Isotherm, per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi, con processo di ossido combustione, per un totale di 5 tonnellate al giorno e un massimo di 50 all’anno”.

Ma i tempi della sperimentazione sono limitati, cioè 2 anni, e Itea chiede alla Città Metropolitana di Bari di proseguire l’attività di ricerca e sperimentazione già comunque avviata, precisando di trattare solo rifiuti non pericolosi, cioè quelli di sempre.

Nelle more dei tempi tecnici e burocratici la ex Provincia fa trascorrere del tempo, tanto che nell’ottobre scorso persino i dipendenti Ansaldo sono preoccupati che l’impianto Isotherm non lavori e che lo stabilimento sia destinato ad essere venduto. Agli uffici del Lungomare Nazario Sauro, arriva anche il parere positivo della Direzione generale dei rifiuti del Ministero dell’Ambiente che di fatto si esprime favorevolmente affinchè l’autorità preposta rilasci un nuovo decreto di autorizzazione, purchè badi ai risultati scientifici conseguiti e alle potenzialità ambientali. Nei giorni scorsi  la Città Metropolitana dà l’ok alla richiesta di Itea di poter continuare nel suo lavoro di ricerca per altri due anni, ma a decorrere dalla data di adozione del relativo provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale che la Regione Puglia deve ancora rilasciare.

In tutto questo iter burocratico, in sede di Conferenza di Servizi, il Comune di Gioia del Colle viene chiamato a rilasciare un parere di compatibilità urbanistica, cioè se l’impianto sorge in zona idonea al piano regolatore.

Nel parere urbanistico positivo, perché Ansaldo sorge in zona industriale, il Comune si spinge oltre e inserisce una clausola in base alla quale il parere sarà ritirato nel caso in cui emergano dall’impianto risultati nocivi per l’ambiente e la salute pubblica, questione, quest’ultima, continuamente monitorata dalla stazione Enea che controlla le emissioni inquinanti.

Di fatto, quindi, non vi è nessun nuovo impianto di sperimentazione, né saranno sperimentati rifiuti pericolosi.