Le Sardine gioiesi si organizzano. Isabella Capozzi pronta al debutto del movimento

Subito dopo le elezioni in Emilia Romagna è in programma il “debutto ufficiale” anche a Gioia del Colle del gruppo de Le Sardine. Il movimento, di cui Isabella Capozzi è una delle voci a livello locale appunto, avrebbe in animo di chiamare a raccolta non solo i simpatizzanti, ma la cittadinanza tutta.


Isabella, quale lo scopo di questo appuntamento?
Le Sardine devono essere una forza intermedia tra la politica delle istituzioni e quella della cittadinanza attiva. Spero di poter quindi riuscire ad organizzare questo incontro, mettere insieme un bel po’ di gente per portare alla luce le problematiche che sentono i gioiesi per poi rappresentarle al nostro sindaco.

Il debutto ufficiale del movimento Le Sardine-Puglia è avvenuto a Taranto, dove è stata organizzata una grande manifestazione di piazza. E tu c’eri.
Sì. In realtà abbiamo messo su un gruppo regionale con il quale raccogliere tutti i simpatizzanti del movimento e di lì abbiamo sviluppato l’evento di Taranto.

Non vi siete definiti come una nuova realtà politica, ma quasi come una realtà parallela, fatta di gente che vuole ribadire alcuni concetti come quello dell’accoglienza. Di fatto però voi di politico avete qualcosa.
Siamo una realtà apartitica ma che non può essere apolitica. Nel momento in cui si va in piazza, si parla di Costituzione, ci si pone contro il populismo, il sovranismo e a favore di tanti altri principi, fai politica.

Quindi se foste assimilati al centrosinistra, per voi non sarebbe un problema?
Parlo per me e dico che non sarebbe assolutamente un problema a dire che è così.

A che punto siete? C’è stata un gran parlare, anche dopo Taranto. E ora?
In questo momento il nazionale è concentrato sull’Emilia Romagna e sul sostegno alla candidatura di Bonaccini. Dalla Puglia, il 26 gennaio sono in programma diversi eventi: uno a Galatone e uno a Manduria, per ricordare il giorno della memoria, che si celebra il giorno seguente.

Anche in occasione delle regionali in Puglia, Le Sardine daranno il loro sostegno ad un candidato. Si tratta di Emiliano?
Sì, faremo di tutto affinchè alle regionali non la spunti la Lega e possa continuare a governare Emiliano. Sosterremo il centrosinistra.

Voi nascete più come oppositori alla Lega o portatori di valori di centrosinistra?
Credo che le due cose non vadano scisse. Fosse essere portatori di valori di centrosinistra possa voler dire essere anche portatori di un pensiero che si differenzia da quello leghista.

Il discorso non è quindi legato al centrodestra quanto piuttosto alla Lega?
E’ un discorso generale perché comunque il centrodestra si fonda su discorsi legati al sovranismo. Noi non andiamo contro nessuno ma contro determinati principi e pensieri che poi vengono assimilati alla Lega o all’estrema destra. Con Le Sardine non c’è solo il centrosinistra, ma ci sono anche simpatizzanti del Movimento 5 Stelle, per questo si tratta di questione di principi non necessariamente legata o circoscritta ad un discorso meramente di appartenenza politica.

La sensazione però è che siate proprio “contro qualcuno”. E’ sbagliato?
Personalmente non amo definirmi contro qualcuno perché la trovo una parola carica di rabbia e fortemente negativa. Piuttosto che contro di lui, sento di potermi definire contro gli incompetenti, contro i concetti divisivi, contro il pressapochismo e alla luce di queste considerazioni credo che Salvini sia il nemico numero uno. Il movimento de Le Sardine nasce però più che come movimento politico, come movimento culturale perché penso che solo cambiando la cultura, quindi la mentalità della cittadinanza attiva, solo tornando allo studio, possiamo cambiare la prospettiva.

La storia ci ha insegnato che quando le masse vanno contro qualcuno, questo qualcuno diventa “grande”. Non pensate quindi che così facendo potreste ottenere l’effetto contrario?
Proprio per questo il nostro modo di fare non vuole andare contro qualcuno. Adesso da parte nostra c’è un approccio propositivo: dare sostegno a quella parte politica e a quel mondo culturale che noi sentiamo più vicino.