L’Amministrazione decide di abbattere un pioppo: sui social una raccolta firme per dire no

Quel pioppo che sembra così rigoglioso e ormai quasi cinquantenne che si erge ancora maestoso tra via Federico II di Svevia e via Donnola potrebbe diventare presto legna da ardere.

A pronunciare la sentenza di abbattimento è stata l’Amministrazione di Gioia del Colle che ha ritenuto opportuno sostituirlo con una piccola pavimentazione.


Tra le motivazioni ci sarebbe che le radici avrebbero rialzato il manto stradale e avrebbero prodotti alcuni problemi ad un edificio accanto. In effetti l’albero è circondato da una recinzione perché il piccolo marciapiede che lo circonda è divelto, quindi pericoloso.
Si parla anche di un certo numero di cittadini che verbalmente e quindi non per iscritto, avrebbero manifestato i pericoli e i disagi che arrecherebbe l’albero. Quali sarebbero questi disagi? Si parla di pollini che per le persone affette da allergie sarebbero devastanti. Tuttavia quelli che produce il pioppo in primavera non sono pollini, ma pappi, cioè batuffoli di lanugine bianca che protegge i semi che il vento trasporta lontano per dare vita a nuovi arbusti.

Si è detto pure che l’albero sarebbe pericoloso e non rispettoso del codice della strada, perché a ridosso della corsia della strada, anche se davanti già vi passa una parte di marciapiede.
Ancora, la parte bassa diventerebbe ricettacolo di immondizia varia, come quella che si trova nei cesti gettarifiuti, lasciata da gente sicuramente incivile che abbandonerebbe il pattume in un altro punto del paese.

Ma abbattere un albero perché altri vi depositano rifiuti non sarebbe una buona ragione.
A questo si aggiunga il peso che potrebbe avere la neve sui rami e l’eventuale incolumità dei cittadini, sebbene sarebbe possibile sfrondare l’albero eliminando i rami meno leggeri o mal orientati, in modo da mettere in sicurezza i passanti.

Il Comune ha tuttavia predisposto un progetto che prevede la sistemazione di quel pezzo di terra con una pavimentazione e il completamento del marciapiede esistente.

Durissima la protesta sui social, tanto che ne è nata una raccolta di firme che vorrebbe bloccare l’abbattimento del pioppo o magari trovare altre soluzioni.
In alcuni casi non sono mancate richieste di chiarimenti, come per il movimento politico Prodigio, che vorrebbe una perizia tecnica che certifichi l’irrimediabile destino dell’albero come unica soluzione, perché nella decisione presa con dall’Amministrazione con una delibera, non vi sarebbe traccia.
Insomma, sapere se davvero non c’erano altre soluzioni per quel pioppo e magari, visto che tra l’altro sorge su un’area comunale, non fosse utile tentare una maggiore manutenzione a accuratezza.

Forse bastava ricordare i primi versi di una poesia di Giovanni Pascoli (“La cavalla storna”), imparata da piccoli per riservare la giusta importanza ad un gigante della natura: Nella Torre il silenzio era già alto/Sussurravano i pioppi del Rio Salto/.
Meno male che il poeta non era allergico.