La storia di Giorgio Ambrosoli nel graphic novel di Gianluca Buttolo

Ancora una volta un inebriante clima di legalità e servizio civico si è respirato venerdì 4 marzo nell’aula magna del Liceo Classico durante un incontro stimolante, doveroso, necessario.

Solito tavolo, stanza, partecipazione; in più un uomo, Gianluca Buttolo, illustratore e per la prima volta scrittore di un graphic novel, fa vibrare la memoria di un esempio, di “un campione di un sistema lecito”: Giorgio Ambrosoli, al quale egli da voce nella sua opera di vero e proprio impegno civile “La scelta”.

La potenza dell’incontro, coordinato dalla professoressa Grazia Procino, attraverso la voce determinata di Buttolo, stimolata dalle domande di Vito Alberto Lippolis, studente del quinto anno, si riverbera nei presenti pervasi dal germoglio di una nuova ambizione.

È “una storia di intrecci, ahimè, tipicamente italiani”, come malinconicamente ammette la Prof.ssa Procino, raccontata attraverso il segno chiaro e deciso, marcato e diretto della penna dell’autore che descrive in bianco e nero due personalità opposte. L’avv. Ambrosoli, fu incaricato nel settembre del 1974 dal Governatore di Banca d’Italia di curare la liquidazione della Banca Privata Italiana; l’11 luglio 1979 fu assassinato da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, criminale coinvolto nella mafia, nella massoneria, campione di corruzione legato alla politica (la DC di Andreotti e Fanfani) nonché ad esponenti dello IOR.

“Un esempio per tutti noi, ha sposato la causa del bene e della legalità, non si è girato dall’altra parte, non ha creato alibi”, è questa la pertinente descrizione di Ambrosoli offerta dalla prof.ssa Procino: il suo comportamento e la sua devozione al dovere è identificabile alla figura di un eroe in un’Italia che, colma di (pseudo)lavoratori superficiali e privi di consistenza morale, si meraviglia fin troppo (le rare volte in cui si desta e ne viene a conoscenza) dell’esistenza di uomini assidui ad un’ “etica del dovere” che dovrebbe essere condizione interiorizzata da tutti gli italiani.

Una pagina di moralità non nuova per la comunità gioiese, per quella parte che sa guardare, conoscere ed essere libera- e già altre volte sollecitata da simili incontri formativi, in grado di insinuare il desiderio di essere davvero uomini- e che vantava di un cittadino con la stessa elevatezza etica, l’ing. Donato Boscia, caduto per mano mafiosa -come ricordato dal professor Attolico-. L’invito dello scrittore è quello di informarsi per essere liberi, per avere capacità critica e scivolare dall’arrugginito ingranaggio che ingabbia la nostra società nell’omologazione alla decadenza: “potete dimostrare in ogni scelta quotidiana la vostra libertà…”: questo il grintoso e realizzabile messaggio.

È intollerabile che l’oblio cancelli questi esempi, inaccettabile che il mondo sia sordo davanti a questi uomini che hanno urlato, improponibile che Ambrosoli sia stato definito “uno che se l’andava cercando” da un uomo che ha governato l’Italia e gli italiani per quarant’anni, insostenibile che la maggior parte della società non ne conosca l’esistenza (o la scambi per un omonimo, una marchio del miele, “quello delle caramelle”)-come ha confermato un interessante video realizzato dagli studenti dalla II A del liceo e molto apprezzato dallo scrittore-. Un oblio voluto dal potere politico che si reggeva-e continua a reggersi- sull’impalcatura della corruzione, un silenzio al quale Buttolo ha dato una forma, un carattere “leggero ma serissimo” nell’involucro di un graphic novel che ha l’obiettivo di cancellare la dimenticanza e far luce su uno dei migliori esempi di moralità: Giorgio Ambrosoli.