La piscina riapre o no? Abbonati senza notizie e la questione finisce in Consiglio comunale

piscina aperta

La piscina comunale di Gioia del Colle riapre? Lo chiede in una interpellanza il consigliere comunale di Prodigio, Donato Colacicco. La piscina fu chiusa il 9 marzo per via delle disposizioni nazionali contro la diffusione dei contagi da coronavirus.

Da lunedì palestre e piscine possono riaprire ma della piscina di Gioia del Colle non si sa nulla né sanno nulla gli abbonati. La piscina di Gioia è comunale ma gestita da una società privata, Adriatika nuoto.



Il consigliere Colacicco aveva già chiesto lumi sulla gestione in un’altra interpellanza. Voleva sapere se l’amministrazione comunale avesse provveduto ad ispezionare la struttura e a verificare lo stato dell’immobile e se fosse stata verificata la coerenza delle tariffe proposte dal concessionario della piscina e se fossero stati inseriti gratuitamente 30 persone individuate dall’Ufficio dei Servizi Sociali ai corsi di nuoto.

Adesso invece chiede notizie sulla riapertura ricordando quali sarebbero gli obblighi del Concessionario della piscina comunale come la cura del corretto e puntale funzionamento della piscina (assicurando il massimo utilizzo da parte di tutta l’utenza), che sono a suo carico tutto ciò che riguarda gli adempimenti in materia di sicurezza, e che nel caso di riduzione dell’orario minimo giornaliero di funzionamento ordinario, ovvero riduzione del periodo minimo annuale di funzionamento ordinario, per fatti dipendenti dal Concessionario non preventivamente autorizzati dal Comune di Gioia del Colle, sarà applicata una penale di 450 euro al giorno per infrazione.

Colacicco chiede anche se è stata autorizzato il rinvio o la ripresa delle attività alla prossima stagione, così come gli è stato comunicato. Infine, nel caso di sospensione dell’attività, chiede che cosa si intende fare sulla restituzione degli abbonamenti, perché risulterebbe al consigliere che il gestore avrebbe proposto solo la sostituzione di un voucher valevole per la prossima stagione invece della restituzione dell’abbonamento o parte di esso.

Per chi ha fatto l’abbonamento annuale, se la piscina non dovesse riaprire, si tratterebbe di 4 mesi persi, due dei quali attribuibili a una chiusura decisa dalle autorità quindi non attribuibile a una volontà del concessionario, ben inteso, ma a pagarne sarebbero in ogni caso gli abbonati e gli appassionati dello sport.

La prospettiva che molte famiglie incontrino difficoltà a frequentare spiagge e ad andare in vacanza fa della piscina un presidio molto importante da un punto di vista sociale sia per gli adulti sia per i ragazzi. Del resto quasi tutte le piscine private dei paesi vicini sono state riaperte e non si capirebbe perchè proprio a Gioia dovrebbe rimanere chiusa. Non solo. Sarebbe come tornare indietro di 20 anni quando per fare nuoto i gioiesi dovevano andare nei paesi vicini.

L’assessore allo sport, Giuseppe Gallo, intanto fa sapere che domani incontrerà il concessionario in un incontro fissato già da giorni.

L’auspicio è che nella risposta all’interpellanza che si discuterà nel rinvio del Consiglio comunale venerdì mattina si potranno avere maggiori chiarimenti da parte dell’Amministrazione.