La piscina comunale non riapre. L’assessore Gallo: “Faremo rispettare il contratto”

piscina

La piscina comunale di Gioia del Colle non riaprirà. Questa estate gli utenti dovranno, come accadeva prima della sua realizzazione, andare nei paesi limitrofi. Fino al 7 luglio potranno richiedere, se hanno già pagato abbonamenti, un voucher, un buono da utilizzare nella prossima stagione oppure, se sarà modificato il decreto Rilancio in discussione in Parlamento, un rimborso in denaro.


Sulle ragioni della non riapertura il concessionario della piscina, Adriatika nuoto, ha spiegato tutto in un post pubblicato su Facebook. Dopo il via libera alle aperture delle piscine “ci siamo subito adoperati – scrive AdriatikA –  per organizzare la riapertura della segreteria, per la consegna dei voucher e per organizzare l’inizio delle attività, alla luce delle nuove normative. Purtroppo, questa corsa di tutte le attività, per procurarsi i presidi medici previsti, ha intasato il mercato, provocando a tutti, notevoli ritardi nell’acquisto”.

Dunque la società Concessionaria non è stata in grado di organizzarsi in tempo per aprire la piscina comunale incontrando difficoltà nel reperire sul mercato i presidi medici. E precisa che poiché a inizio stagione era stata comunicata  la data del 16 Giugno 2020 come ultimo giorno di attività e visto che i presidi medici, essenziali per la riapertura, non sarebbero giunti per tempo, “va da sé che la stagione si deve, con nostro grande rammarico, considerare conclusa da adesso”, scrive.

Adriatika afferma quindi di non essere ancora in grado di riaprire a 5 giorni dalla chiusura ufficiale della stagione (che negli ultimi anni è stata sempre prorogata a fine luglio per il nuoto libero), tuttavia nello stesso post afferma di essere disponibile “a intraprendere iniziative per il periodo estivo qualora l’Amministrazione Comunale intenda concretamente collaborare con noi nella loro realizzazione”.

Una precisazione che ha disorientato gli utenti. La piscina non apre perché non è riuscita a reperire i presidi medici o perché non conviene? Ci si chiede come abbiano fatto gli altri.

Il caso della piscina comunale è stato posto all’attenzione del Consiglio comunale dal consigliere comunale Donato Colacicco di Prodigio, ricordando che è prevista una penalità per ogni giorno di chiusura non giustificata della piscina comunale. In quella occasione, lo stesso sssessore allo sport, Giuseppe Gallo, aveva comunque accennato alla possibilità di una riapertura i primi di giugno, fermo restando la chiusura di un procedimento che impone alla Adriatika di pagare al Comune circa 90 mila euro, problema su cui, assicurava lo stesso Gallo, si stava giungendo alla completa soluzione.

Ieri mattina poi il sopralluogo dell’ufficio tecnico comunale all’impianto, come previsto da contratto. La sera è stato pubblicato il post del gestore.

E’ del tutto evidente – spiega l’Assessore Gallo – che ci sono due questioni che viaggiano su due binari differenti e che non è possibile sovrapporre. La questione del procedimento legale è un fatto e segue la sua strada, il rispetto del contratto è un altro. A breve chiuderemo sul primo punto, mentre sul secondo faremo rispettare quanto prevede il contratto. Su entrambi i problemi non è possibile transigere. E prima di valutare ogni possibile revisione del contratto per il futuro, si dovrà partirà risolvendo le questioni sopracitate ”.

Di fatto l’Amministrazione comunale non lascia spazio a nessun tipo di fraintendimento e cerca di mantenere il punto sulla vicenda e sul rispetto del contratto.

E proprio sul rispetto del contratto ci sarebbe da discutere. Infatti ci potrebbero  essere le paventate penalità ai danni dell’AdriatiKa per la mancata apertura dal 25 maggio, giorno dal quale queste attività potevano riaprire dopo il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria da Coronavirus.