Terra Jovia promuove la nostra terra

“Orientamento formativo e riorientamento”

“Orientamento formativo e riorientamento”
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Promuovere il vino e il territorio di Gioia nel mondo attraverso il contatto diretto con le bellezze della nostra terra. Con questo obiettivo nasce il progetto “Fai il tuo vino” promosso dall’azienda Terra Jovia, che in un week end dello scorso mese di settembre ha ospitato giornalisti italiani e stranieri nella sua cantina per esportare la cultura e la gastronomia pugliese all’estero.

L’iniziativa, patrocinata da Comune e Regione, ha visto la partecipazione di colleghi della stampa estera, turisti e produttori svedesi, accompagnati dal gioiese Roberto Carvutto (emigrato nel Nord Europa tanti anni fa e titolare dell’agenzia di viaggio LappOne).

Una tre giorni tra cantina e vigneto per seguire ogni fase di produzione del vino: dalla vendemmia all’imbottigliamento.  Il tutto unito da visite delle bellezze pugliesi e degustazioni di prodotti tipici locali, grazie alla collaborazione di gustoappunto.com di Gualberto Giandomenico, Agriturismo Donna Clementina e Le radici ritrovate onlus. “L’obiettivo è quello di promuovere la gioiesità – spiega Filippo Colapinto, titolare di Terra Jovia – far vedere come si fa il vino e in particolare il vino buono.  Un prodotto da solo non si vende, nessuno viene a casa tua a chiedertelo, bisogna promuoverlo. È un modo di spingere tutto il territorio“. Gli ospiti hanno creato anche un’etichetta personalizzata e fra sei mesi riceveranno la bottiglia prodotta con le loro mani.

Questa è stata solo una delle tante iniziative organizzate dall’azienda. Quest’estate, per esempio, Terra Jovia è stata protagonista degli open days promossi dalla Regione e ha aperto la sua cantina a decine di visitatori. Nell’azienda si produce solo vino biologico Doc. Si punta alla qualità con un’attenzione maniacale ai particolari, fino all’utilizzo, ad esempio, di tappi di sughero naturali. L’uva è rigidamente selezionata grazie all’aiuto di Francesco Mastrangelo, agronomo e presidente del consorzio di Gioia. All’anno si imbottigliano dalle 20mila alle 50mila bottiglie che finiscono però al 90% sul mercato estero: Germania, Danimarca, Stati Uniti e Giappone. L’artefice di tutto è il 36enne Filippo Colapinto. Ha iniziato nel 2004, ripristinando una passione che era del nonno farmacista. Fu lui a creare la cantina nella struttura di famiglia, un casolare del 1787. Poi però l’attività fu dismessa perché nessuno dei suoi figli ha seguito le sue orme.  C’è voluto il nipote per ricostruire una passione. Con Filippo da quest’anno sono in società sua sorella Rina e l’amico Enrico Giordani che si occupano soprattutto della parte relativa a comunicazione e marketing. Con loro c’è il santermano trapiantato a Torino Nicola Petrera. Fra qualche giorno partiranno per una fiera a Londra con l’obiettivo di entrare anche in quel mercato. “Com’è nata questa passione? C’era questa struttura da rivalutare“, dice Filippo. Ha imparato tutto da solo, assicurano i soci, che aggiungono: “Se spesso non ti crei da solo le opportunità di lavoro, non ne trovi“.

“Orientamento formativo e riorientamento”

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