In Consiglio maggioranza spiazzata

opposizione

Il Consiglio comunale di ieri non si è celebrato perché l’amministrazione “ha dimenticato” di surrogare Erasmo Mancino, sospeso dal prefetto in quanto agli arresti domiciliari per concussione in concorso nell’ambito dell’inchiesta riguardante la Comunità montana. È l’ultimo atto in ordine di tempo della bufera giudiziaria che ha coinvolto anche l’ex vice sindaco Ventaglini.

Ma procediamo con ordine. All’inizio della seduta ieri pomeriggio in aula c’era solo la maggioranza. L’opposizione è rimasta fuori mentre Johnny Mastrangelo, capogruppo del Pdl, ha letto un comunicato firmato da tutti i consiglieri di opposizione.

I sottoscritti consiglieri – si legge nella nota – preoccupati per l’enorme gravità degli eventi di cronaca ed i loro risvolti politici e sociali nella comunità politica e civile, denunciano l’irresponsabile sordità della presidenza del Consiglio nel non aver voluto accogliere le richieste di questa minoranza sulla richiesta di auto convocazione presentata dai consiglieri di centrodestra e criticano duramente l’atteggiamento di questa maggioranza che preferisce fuggire, forse nella speranza che la città dimentichi, da un confronto che appare quanto mai urgente. Si diffida, inoltre, il presidente del Consiglio dal celebrare l’odierna seduta attesa la comunicazione trasmessa in data 13.06.2013 dalla Prefettura di Bari in ordine alla sospensione di diritto dalla carica di Consigliere Comunale di Erasmo Mancino. Tanto in ragione del fatto che tra gli argomenti all’ordine del giorno non è prevista la surroga del suddetto Consigliere ai sensi delle disposizioni del D.Lgs 267/ 2000. Per tale ragione l’organo consiliare non è integro nella sua composizione. Per tutte queste ragioni questi Consiglieri, in segno di protesta e di critica all’arroganza della maggioranza, non saranno presenti durante il Consiglio Comunale oggi convocato, nella speranza che, a partire dal suo Presidente, il Consiglio intero, assumendosi la responsabilità che la legge gli attribuisce, valuti e colga l’importanza e l’urgenza di un chiarimento e di un confronto sui drammatici eventi di cronaca di questi giorni”.

La maggioranza è sembrata spiazzata dalle affermazioni dell’opposizione. Il presidente del Consiglio, supportato dal segretario del Comune e da qualche consigliere di maggioranza ha provato a celebrare lo stesso la seduta citando un articolo che poi in realtà è risultato essere stato abrogato e sostenendo che la surroga non sarebbe necessaria in quanto Mancino è solo sospeso in virtù degli arresti domiciliari ma potrebbe tornare in Consiglio già la prossima settimana qualora il tribunale della Libertà accogliesse il ricorso per riesame presentato dal suo avvocato. Non è mancato nemmeno l’intervento del sindaco Povia: “Dobbiamo essere garantisti ricordando che il Comune è escluso da questa vicenda. Non sono né spaventato né condizionato dagli arresti. Ne discuteremo al momento opportuno ma non è colpa mia se il centrodestra ha presentato una richiesta di auto convocazione in base all’art.16. Ci sono 20 giorni di tempo per fare la seduta sugli arresti e sarà celebrata. La surroga non è prevista, cosa ci costa questo “interregno” in attesa della decisione sull’eventuale rimessa in libertà di Mancino?“. Ma le sue parole non hanno convinto dato che anche il consigliere del Pd Giovanni Vasco ha sostenuto la tesi dell’opposizione: “C’è un problema di leggerezza di carattere amministrativo – ha detto – forse qualcuno avrebbe dovuto interessarsi prima su cosa fare“. Per evitare ulteriori polemiche Bradascio ha riunito i capigruppo e chiamato il prefetto, poi è tornato in aula ammettendo: “Il Consiglio potrebbe essere celebrato perché ci dicono che non ci sarebbe il rischio che venisse annullato, ma per estrema sicurezza sospendiamo la seduta e la riaggiorniamo aggiungendo la surroga“. E così il Consiglio sarà riconvocato, probabilmente per martedì prossimo. In aula al posto di Mancino ci sarà l’avv. Pippo Colapinto, segretario dell’Udc e primo dei non eletti della lista. Ma quella che è emersa ieri in aula è l’idea di una maggioranza confusa che ha subìto lo scacco matto dall’opposizione.

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