Immigrato muore in un container in campagna

È stato trovato ieri mattina in un container coibentato ad uso abitativo nelle campagne tra Gioia del Colle e Sammichele il cadavere di un giovane immigrato di 24 anni.

Mara Keità, di origini livoriane, viveva nel Centro di Accoglienza Straordinario di Gioia del Colle, ma lavorava come bracciante con un regolare contratto di assunzione.

Le cause della morte sono in fase di accertamento, probabilmente da addebitare all’inalazione di monossido di carbonio.

Il ragazzo, sebbene munito di stufa, pare avesse l’abitudine di accendere un braciere.

Mara Keità viveva a Gioia già da qualche tempo, tanto che aveva cominciato ad integrarsi con la comunità e frequentava i corsi di lingua italiana organizzati dall’associazione Accoglienza Responsabile.

Era riuscito ad ottenere un contratto di lavoro che lo avrebbe aiutato nel rinnovo del permesso di soggiorno temporaneo, nell’attesa di completare la procedura per il riconoscimento della protezione internazionale.

Ieri mattina, invece, a scoprire il corpo sono stati i Carabinieri, chiamati dal titolare dell’azienda presso cui lavorava, insospettito dal fatto che era chiuso nel container e non rispondeva più.

Nell’attesa che si chiudano le indagini, sono già state aperte le pratiche per il rimpatrio della salma.

Finisce così il lungo viaggio di Mara, un ragazzo solare ed estremamente gentile con tutti che cercava riscatto e lavoro e ha trovato, purtroppo, la morte.