Il Servizio di Farmacia Territoriale non sarà trasferito

cup ospedale

Il Servizio di Farmacia Territoriale rimane attivo a Gioia del Colle. Dopo alcune settimane in cui circolava voce di un possibile trasferimento, lunedì scorso è stato ufficializzato il trasferimento di un infermiere. Uno non sarà certamente sufficiente a sopperire alle carenze di personale dello stesso, ma l’emergenza Covid ha cambiato le carte in tavola anche in questo ambito. Su richiesta della Direzione Generale è stato infatti richiesto e disposto il trasferimento di cinque infermieri proprio nei reparti Covid, per cui non è plausibile ora pensare che oltre a quella già individuata, nel prossimo futuro se ne potrà individuare una seconda per la Farmacia Territoriale.




In ogni caso dopo l’istanza del sindaco Giovanni Mastrangelo e dopo la disposizione firmata dal Direttore Generale Asl Antonio Sanguedolce, è arrivata finalmente anche la firma del Direttore di Distretto facente funzione Domenico Chiarelli a rassciurare tutti circa il fatto che questo servizio non sarà trasferito.

Questa eventualità aveva allarmato molto i gioiesi. In particolare una famiglia ha sentito anche il bisogno di scrivere alla nostra redazione, per raccontare le difficoltà legate alla gestione di un figlio affetto da una grave malattia rara di Immunodeficienza Primitiva, per cui il Servizio di Farmacia Territoriale è diventato necessario.

“Se il Servizio di Farmacia Territoriale – si legge nella lettera della famiglia M.- attualmente collocato all’interno dell’ex Ospedale di Gioia del Colle, dovesse chiudere, rischieremmo, soprattutto in questa fase di pandemia, di mettere ad ulteriore repentaglio la salute dei pazienti e dei loro parenti e caregivers che, come noi, sono obbligati a recarsi periodicamente per il ritiro di farmaci salvavita, chemioterapie, presidi e tanto altro”.

E concludono: “Chiediamo aiuto in quanto siamo profondamente preoccupati, data la drammatica situazione che da anni quotidianamente viviamo per la patologia di nostro figlio, poiché questa chiusura rappresenterebbe per noi, come per tutte le altre famiglie con le stesse necessità, un ulteriore ostacolo insormontabile alla nostra già complessa vita quotidiana di assistenza ai nostri cari gravi e gravissimi ed una sconfitta dello Stato e del Servizio Sanitario Pubblico a tutela della salute di tutti i cittadini, soprattutto dei più fragili”.

Una piccola buona notizia è dunque arrivata per la famiglia M.  e per tutte quelle famiglie la cui vita è gravata da tante difficoltà.