Il referendum per dire no ai tributi ai privati

Referendum cittadino sui tributi 1

Il no alla cessione ai privati della riscossione dei tributi è una festa per la democrazia e un evento storico per la città di Gioia del Colle”: questa la dichiarazione di intenti dell’incontro aperto alla cittadinanza svoltosi mercoledì 13 febbraio presso il Centro Civico 121. L’incontro è stato organizzato per presentare pubblicamente la richiesta di referendum abrogativo della recente delibera di giunta sull’esternalizzazione della riscossione dei tributi.

Presentato dall’avvocato Lucio Romano, il dibattito è stato moderato da Antonio Casoria e ha visto la presenza di Franco Gisotti, presidente del comitato promotore del referendum, e dei consiglieri di minoranza Johnny Mastrangelo e Donato Lucilla. È noto che la delibera abbia suscitato un aspro confronto durante l’ultimo consiglio comunale, con qualche malumore all’interno della stessa maggioranza, sebbene il sindaco abbia fermamente dichiarato di non voler recedere dalla sua scelta. Ma è stata proprio questa netta presa di posizione del primo cittadino a far mettere in moto la macchina referendaria, ha spiegato Franco Gisotti. Condivisa da tutti i relatori la volontà di evitare alla cittadinanza eventuali aggravi di spese, in particolare gli agi da versare alla ditta esterna vincitrice del bando. Essi hanno inoltre concordato nel sottolineare delle irregolarità dell’atto di delibera, oltre che una serie di ambiguità del testo del bando. Gisotti ha poi illustrato le successive tappe dell’iter referendario: “Dopo la consegna della richiesta del referendum, un’apposita commissione nominata dal consiglio comunale dovrà esprimersi in merito alla sua ammissibilità. In caso di approvazione il comitato promotore preparerà i moduli per la raccolta firme presso la cittadinanza: una volta vidimati, il comitato dovrà quindi raccogliere entro 60 giorni almeno 1500 firme. Raggiunta questa cifra e valutata la legittimità del referendum, il sindaco avrà 60 giorni per indirlo. Siamo fiduciosi non solo di poter raggiungere questo numero, ma anche di vincere il referendum. Del resto, il fatto stesso che, sebbene ormai scaduto il termine il bando non sia stato ancora assegnato, è già una nostra prima vittoria”.

Di fronte ad un’iniziativa di così forte partecipazione democratica, che ha raccolto in pochi giorni circa 1500 contatti su Facebook, gli organizzatori del referendum non escludono che l’amministrazione comunale possa avere dei ripensamenti. Di sicuro questo comitato di cittadini gioiesi non sembra disposto a fare sconti di sorta e l’amministrazione non potrà non tenerne conto.

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