Il PD convoca gli Stati generali del centro sinistra gioiese, che prova a compattarsi

Il centro sinistra a Gioia del Colle prova a compattarsi e lo fa invitando tutte le forze politiche che hanno sostenuto il candidato alla presidenza della Regione Puglia, Michele Emiliano e tutte le anime che lo sostengono. Il segretario della sezione locale del Partito Democratico, Maurizio Liuzzi ha fatto il primo passo con questo aprendo questo tavolo di discussione. Lo abbiamo sentito.

Nei giorni scorsi in qualità di segretario del Partito Democratico di Gioia del Colle ha indetto una riunione aperta a tutti gli attori e tutte le forze del centro sinistra locali. Erano presenti tutte le forze in campo nell’ultima tornata elettorale regionale e diversi simpatizzanti. Qual è stato lo scopo?



Ho ritenuto opportuno, anche sulla scorta dell’ottimo risultato elettorale delle Regionali, organizzare sin da subito un incontro a cui ho invitato i consiglieri comunali di minoranza, i candidati a sostegno di Michele Emiliano, le delegazioni dei gruppi e movimenti costituiti nonché amici e conoscenti che hanno a cuore le sorti del centrosinistra gioiese. Il fine è quello di avviare un progetto moderato e riformista della nostra area di riferimento che ponga al centro della discussione i temi cruciali del nostro territorio.

Questi primi approcci servono a lanciare una piattaforma di discussione sulle varie questioni che interessano Gioia o è una base elettorale da cui verrà espressa la nuova coalizione per le future amministrative?

Come anticipato, l’idea è quella di riunire intorno ad un tavolo tutte le risorse del centrosinistra gioiese per analizzare e discutere le varie questioni di interesse locale. Non è il caso, per ora, di parlare di coalizioni elettorali; le amministrative, salvo imprevisti, sono lontane ed anche per questo il momento è propizio per sviluppare un nostro progetto di sviluppo della città che parta dall’analisi delle criticità presenti e pervenga ad una proposta alternativa a quella fallace messa in campo dal centrodestra gioiese. Siamo animati dal desiderio di scrivere una nuova pagina culturale e politica di Gioia del Colle che renda i cittadini gioiesi orgogliosi della propria città.

È da decenni che le varie forze del centro sinistra non si siedono ufficialmente insieme se non immediatamente prima di un evento elettorale e negli ultimi appuntamenti decidendo per strade diverse. Persino alle Regionali si è deciso di non puntare su un candidato unico, che fosse pronto già da tempo. Al tredicesimo compleanno della costituzione del PD nazionale, l’esperimento ricorderebbe l’Ulivo. C’è qualcosa di diverso o è un ritorno al passato?

Quando quattro anni fa mi sono avvicinato alla politica da semplice iscritto del Partito Democratico, mi son chiesto come mai fosse così complicato riuscire a riunire intorno ad un tavolo persone vicine da un punto di vista ideologico. Poi, eletto a segretario del partito prima ed a consigliere comunale poi, nominato anche quale membro dell’Assemblea Regionale e della Commissione Regionale di Garanzia, ho capito che, più che motivazioni di merito, ciò che risulta sempre ostativo ad ogni ampia forma di aggregazione politica risulta essere l’elemento personale ed, in particolare, l’autoreferenzialità diffusa. Proprio per questo, è opportuno ritornare al merito, ai temi, ai problemi, alle esigenze ed alle soluzioni…e solo dopo individuare gli interpreti, in base a criteri di competenza, esperienza e consenso. Occorre una grande maturità politica, occorre mettere da parte antichi dissapori ed atteggiamenti autoreferenziali che rappresentano tout court il male della politica. Per questo, almeno per quanto mi riguarda, l’idea non parte da un “ritorno al passato” ma dall’ambizione di creare un nuovo progetto, anche in termini di approccio, verso il futuro. Non sarà semplice, ma dipenderà da noi. Come scriveva Mogol: il seme è l’intenzione, la pianta il regalo del destino.

Proprio gli ultimi appuntamenti alle amministrative del 2019 hanno fatto emergere le diverse anime e le diverse posizioni dei vari attori del centro sinistra gioiese. Alla luce di questi “Stati generali” c’è la possibilità di fare sintesi?

La volontà di riunire il centrosinistra gioiese era una caposaldo della mia mozione congressuale dell’ottobre 2017. Nel 2019, ritengo di essere stato il fautore della riunione del centrosinistra che, infatti, si è presentato unito alla competizione elettorale. L’esperimento, però, è riuscito solo in parte poiché, da allora, seppur si sono poste le basi per un progetto comune, di fatto non si è riusciti a tramutare un progetto elettorale in un progetto per la città. Oggi, attesa anche la lontananza delle competizioni elettorali, il cammino si può completare, attraverso la costituzione di solide basi per un “percorso comune” politico/culturale. La sintesi, ripeto, dipenderà da noi e potrà essere raggiunta solo se saremo capaci di coltivare e condividere una visione comune che prescinda dai personalismi. Il tutto unito ad un approccio che favorisca l’inclusività e la contendibilità di ogni ruolo.

Al tavolo c’erano anche esponenti di Prodigio e l’ex Sindaco Povia, da sempre agli opposti sul modo di vedere la cosa pubblica. Vi erano anche esponenti de “la Bottega”, che al netto della collaborazione nella minoranza in Consiglio comunale, è stata critica non solo con Povia, ma anche col PD. Di fatto all’appuntamento erano presenti circa 60 persone. Come possono collimare queste realtà?

L’incontro, effettivamente, è stato molto partecipato. Tutti gli invitati vi hanno aderito con passione e rinnovato spirito di appartenenza e di questo li ringrazio. Le diversità vi sono e vi saranno ma ciò, a mio parere, rappresenta un elemento di arricchimento. Del resto, essere alternativi al populismo e ad una visione di destra non basta e non può rappresentare l’unico elemento comune. La democrazia impone un grande sforzo in termini di confronto di merito e capacità di mediazione, elementi salienti della politica. Sarà importante non assumere posizioni precostituite e/o atteggiamenti pregiudiziali: solo così si potrà provare a realizzare un’idea così ambiziosa. Qualcuno si potrà sfilare: se ne assumerà la responsabilità di fronte alla città, soprattutto se la mancata partecipazione al progetto dipenderà da atteggiamenti strumentali e/o autoreferenziali. Anche se ciò dovesse accadere, il progetto andrà avanti grazie all’apporto di tutti coloro che vorranno condividerlo per il bene della nostra Comunità.

Qual è lo step successivo?

Indire a stretto giro un nuovo incontro nel quale si cominci a parlare di temi concreti quali la salute, l’ambiente, la programmazione, il bilancio comunale, l’assetto e l’uso del territorio, il traffico, il sociale, la scuola, i lavori pubblici, lo sviluppo del territorio e delle attività agricole, commerciali, artigianali ed industriali, la cultura, lo sport, il turismo e, non per ultimo, le politiche giovanili. Ci dobbiamo occupare dei temi cruciali della nostra comunità, incredibilmente ignorati dall’Amministrazione Mastrangelo.