Il nuovo corso politico. Perchè Donato Lucilla ha vinto?

Il meglio della fibra tim

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foto Elettra Panzarino

L’avventura di Donato Lucilla e il suo movimento nasce in occasione delle elezioni 2012.
Povia è il candidato sindaco che riesce a mettere insieme alcuni pezzi di sinistra, dopo l’ennesima grande frattura nel PD, con altri pezzi di destra tra quelli che hanno abbandonato il progetto di Piero Longo.

Prodigio nasce come gruppo civico senza una definita identità culturale. L’ambiente di provenienza iniziale è quello della parrocchia del Sacro Cuore e ambienti militari. A queste si aggiunge una componente tipicamente “grillina” che si fonda sui valori della tecnologia e di internet, della trasparenza e dell’onestà.

Parallelamente Enzo Cuscito fonda il suo movimento con un gruppo di fuoriusciti delusi dal Pd e spaccato in fronti e correnti. Il gruppo di Cuscito è espressione più tipicamente di sinistra. Con lui ci sono diverse persone che negli anni hanno orbitato attorno a Costituente Democratica e Pd oltre a persone totalmente nuove alla politica.

Alle elezioni 2012 ottengono entrambi un buon risultato, ognuno è candidato sindaco con la sua lista e collezionano, sommandoli, 4000 voti e il 23% dei consensi.

E’ in Consiglio comunale che iniziano un cammino comune fondato su una forte opposizione a Povia, ai suoi metodi di governo e alle persone di cui si attornia.

E’ indubbio che la vittoria di Donato Lucilla parte da un dato inequivocabile: gli arresti di Sergio Povia e Franco Ventaglini. Il duo Lucilla-Cuscito riuscirà talmente bene nell’opera mediatica quotidiana di contrapposizione personale, da sembrare quasi determinante sull’arrivo della bufera giudiziaria del 5 febbraio.

Da quel momento in poi la perenne campagna elettorale della coppia sarà improntata sui concetti di onestà, trasparenza e cambiamento. Lo slogan è: loro sono i delinquenti e noi siamo gli onesti. Loro sono il vecchio e noi il nuovo. E’ un classico di tutte le storie politiche, di tutti i nuovi corsi politici e loro se la giocano bene.
Infatti la storia delle urne dice che la maggior parte degli elettori è motivato a votare perchè in cerca di un perenne cambiamento. Il cambiamento è la speranza di una vita diversa e migliore e Gioia si conferma da oltre venti anni in linea col sentimento nazionale. Prodigio e Sep incarnano pienamente lo spirito del Movimento Cinque Stelle a livello nazionale. Loro sono, seppur con un altro simbolo, i “cinquestelle” a Gioia del Colle.

I gioiesi hanno dimostrato in altri tempi che si può tributare ad un sindaco anche l’80% dei consensi (Povia nel 1999), quando si riesce a dimostrare che la città è davvero cambiata dopo una legislatura di governo. Ma dopo quella storica legislatura, il governo della città è stato in un perenne e continuo declino.

La candidatura di Lucilla, nonostante incarnasse la forte esigenza di cambiamento, si è affermata lentamente, in una cittadina storicamente conservatrice e quasi reazionaria. Al primo turno il vento del cambiamento ha spirato in modo moderato (29% sul 70% di votanti).

Al ballottaggio invece è stato evidente come i gioiesi, liberi da altri condizionamenti, abbiano decisamente voltato pagina e Lucilla ha raccolto, rispetto al primo turno, il doppio dei voti.
Complice di questo risultato è stato anche un blando secondo turno dell’altro candidato Giuseppe Gallo che è riuscito a sbagliare tutto quello che si poteva sul piano della strategia organizzativa e comunicativa.

Lucilla è riuscito a catturare l’entusiasmo e l’energia dei giovani. Non vince perché ha presentato un rivoluzionario programma di governo. In questi anni il gruppo ha lavorato molto ed è stato l’unico fronte organizzato e con idee chiare. Tutti gli altri schieramenti hanno allestito semplici cartelli elettorali “acchiappavoti”.

LA PROVA DEL GOVERNO

E’ la vittoria della svolta, di una nuovissima classe dirigente (nove consiglieri su dieci in maggioranza sono alla prima esperienza) che ha spazzato via i protagonisti degli ultimi anni.

Il successo di Donato Lucilla è stato salutato con un entusiasmo che non si vedeva a Gioia dalla prima vittoria di Povia nel 1995 e oggi raccoglie enormi aspettative da parte di tanti elettori.

Ma fino a che punto e in cosa si può rivoluzionare l’attività amministrativa? Cosa può accadere a Gioia di tanto rivoluzionario? E poi la città era messa così male?

Sono tempi in cui all’edilizia e ai nuovi insediamenti del passato, con i conseguenti mega incassi derivanti dagli oneri di urbanizzazione, si dovrà rispondere con il recupero urbano e la manutenzione. Molte delle sfide da raccogliere sono ardue e forse anche impopolari. Che fine farà la Spes? Avremo un Piano regolatore e questo riuscirà ad accontentare tutti? Può esistere un progetto di viabilità così innovativo da migliorare la vivibilità in una città così abituata all’uso dell’auto?

Le sfide sono tantissime e ed è impossibile trovare soluzioni magiche.

Assisteremo ad un nuovo stile di approccio alla gestione del potere con un Consiglio comunale magari inesperto ma nuovo, giovane che va messo alla prova dandogli tempo.

Gestire il potere è una cosa assai differente dal fare opposizione. Governare impone scelte quotidiane, improvvise, ferme e spesso serve molta flessibilità senza del quale l’azione amministrativa si potrebbe ingessare.

Sarà un’amministrazione che durerà l’intera legislatura. Non gli si chieda di fare miracoli, perché i veri problemi di questa cittadina sono legati all’economia e alla produttività, e non è un sindaco a poterli risolvere. Il sindaco deve favorire e recepire le istanze e le energie che vengono dal territorio ma sono le aziende e gli insediamenti produttivi che possono migliorare la qualità della vita complessiva di una comunità, portando occupazione.

Dopo una lunga ed accesa campagna elettorale, Lucilla è il sindaco di tutti. A lui l’arduo compito di dimostrare che davvero è arrivato il “momento giusto” per cambiare la città.

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