I consiglieri comunali di minoranza sul caso Spes: “Amministrazione superficiale e non trasparente”

Il ricorso presentato da Acam, società col 19% di azioni di Spesa spa, l’azienda di Gioia del Colle che si occupa soprattutto della raccolta e gestione dei rifiuti, nei confronti del Comune di Gioia del Colle è stato l’argomento di una conferenza stampa coi consiglieri comunali delle opposizioni per fare un punto sulla situazione.

Acam a fine dicembre ha presentato infatti ricorso al Tar Puglia contro la delibera di Consiglio comunale del 25 ottobre scorso che individuava nel gestore dell’Aro l’attore più economicamente vantaggioso per la gestione dei rifiuti, di fatto svuotando la Spes delle sue funzioni. Nel ricorso Acam rivela che di fatto in ordine a questo importante atto non era mai stato contattata e che anzi nell’atto di costituzione della stessa Spes non era prevista nessuna clausola rescissoria e che si indicava nel 2050 la data del naturale scioglimento del contratto fra le parti. In caso di anticipo, Acam ha quantificato in circa 2,150 milioni di euro il nucleo cessante, cui si aggiungerebbero 400 mila euro, pari al valore delle quote detenute dall’azienda genovese.

I consiglieri Giuseppe Gallo, Giovanni Mastrangelo, Donato Paradiso, Isacco Romano Isdraele, Federico Antonicelli e Francesco Donvito accusano quindi l’Amministrazione e quanti hanno votato a favore di quella delibera di superficialità, quanto meno per non aver valutato attentamente i vincoli societari ed esponendo la Città ad un risarcimento milionario. Di fatto, la terza via, quella che prevedeva un rilancio della Spes in quella occasione non fu presa in considerazione malgrado non fossero noti né gli ultimi bilanci, né tantomeno gli utili che l’azienda pare stia maturando dal 2014. Non conoscere i bilanci dell’azienda gioiese prima del Consiglio di ottobre, hanno sottolineato, è stata mancanza di trasparenza, così tanto auspicata in campagna elettorale. Insomma, secondo i consiglieri, era possibile rendere economicamente vantaggiosa la Spes rispetto al gestore unico Aro con fondi propri, senza aggravare sulle casse comunali, invece si è proceduto a lo svuotare la Spes delle sue funzioni, malgrado non ci fosse alcuna fretta.

Quale sarà ora il passo che le opposizioni compiranno è in fase di definizione. Sarà presentata una interrogazione per conoscere le determinazioni dell’Amministrazione sul caso. Di fatto auspicano di andare presto in Consiglio comunale e discutere nel merito della vicenda e di provare, sottolineano, che le opposizioni non vogliono adottare gli stessi metodi della passata legislatura, quando si procedeva per esposti e avendo come obiettivo quello di far cadere l’amministrazione.

Intanto l’8 febbraio il Tar Puglia deciderà sulla sospensiva della delibera di Consiglio comunale chiesta da Acam, in quella data si avrà un quadro più completo della vicenda.