Giuseppe Gallo: “Un progetto civico in assoluta discontinuità con il passato”

Giuseppe Gallo è il candidato sindaco di una coalizione composta da otto liste. E’ stato Presidente dei Revisori dei Conti al Comune di Gioia del Colle. Suo padre, Saverio, è stato candidato sindaco nel 1995 quando vinse per la prima volta Sergio Povia.

Signor Gallo la sua coalizione si contraddistingue per l’alto numero di liste a sostegno. Non teme che in caso di vittoria possa essere difficile trovare coesione per governare?
Le liste facenti parte del Polo Civico che sostiene la mia candidatura stanno lavorando per un obiettivo comune, quello di amministrare la città per i prossimi cinque anni. La Coalizione continuerà ad essere unita anche al termine delle elezioni e tutti coloro che avranno contribuito alla mia elezione saranno coinvolti nel progetto di governo.

Siamo reduci da ben tre fallimenti di progetti politici, Longo, Mastrovito e Povia, tutti archiviati prematuramente. In che rapporto con il recente passato politico si inquadra il suo progetto?
Mi sento di affermare senza timore di essere smentito che il progetto stesso del Polo Civico si contraddistingue per una chiara ed evidente discontinuità nei confronti delle passate amministrazioni. Discontinuità, quella da me voluta e condivisa da coloro che sostengono la mia candidatura, tanto nei volti (la maggior parte dei quali alla prima esperienza come candidati consiglieri) quanto nei modi di fare politica che hanno contraddistinto il recente passato. Io stesso mi affaccio per la prima volta sulla scena politica gioiese.

Cosa pensa delle polemiche divampate a causa dell’intervento dell’Onorevole Gasparri a Gioia? Non pensa che possa averla danneggiato visto che sin dall’inizio non ha dato una connotazione spiccatamente di destra alla sua coalizione?
Più che evitare una connotazione ‘spiccatamente di destra’, sin dal primo momento la Coalizione ha avuto l’impronta di un Polo Civico estraneo a ogni logica partitica, che ha riunito trasversalmente personalità concordi su un programma condiviso. Ciò detto, pur non essendo stato presente alla manifestazione, non posso che condannare le contestazioni che mi riferiscono abbiano impedito il regolare svolgimento del comizio dell’on. Gasparri e dei candidati consiglieri che mi sostengono. Si può essere su posizioni politiche differenti, ma la libertà di parola va sempre tutelata e rispettata, a maggior ragione se a intervenire è il vicepresidente della Camera.

In caso di vittoria vi troverete con un Bilancio già approvato e con le casse vuote e i fondi europei, nazionali che si stanno prosciugando. In ambito fiscale come intende agire, per rispondere alle esigenze della Città?
Parlo senza presunzione quando dico che conosco perfettamente la situazione in cui versa la Città dal punto di vista finanziario, avendo a lungo ricoperto la carica di revisore dei conti per l’Ente. In primo luogo si penserà alla riscossione dei crediti inevasi, dunque il Polo Civico si attiverà per riaffidare progressivamente agli uffici comunali il servizio di riscossione dei tributi. Inoltre, se tutti paghiamo le tasse, ne pagheremo tutti meno: la lotta all’evasione sarà il primo passo di un cammino, si spera il più breve possibile, verso una riduzione del carico fiscale che grava sui cittadini.

Cosa intende fare per migliorare il traffico cittadino: quali sono le criticità e dove agire?
Le decisioni in materia di viabilità saranno prese di concerto con operatori commerciali e cittadini, che saranno protagonisti delle modifiche che apporteremo al piano traffico. Il programma del Polo Civico prevede di limitare la circolazione di mezzi pesanti e pullman nel centro urbano e di chiudere il centro storico alle auto dei non residenti. La priorità verrà data alla zona di via Roma, mentre un altro obiettivo è l’inversione di marcia di via Armando Celiberti e di via Leonardo da Vinci.

Che cosa intende fare per la Spes? Si rilancia o si chiude?
Auspico un rilancio della Spes. Il primo obiettivo del Polo Civico sarà da un lato quello di garantire il mantenimento dell’attuale livello occupazionale dell’azienda, dall’altro di assicurare la qualità del servizio offerto ai cittadini. Avremo cura di stilare una precisa mappatura in ambito di occupazione, piano aziendale, ecologia, pulizia dell’ambiente, raccolta differenziata.

Gli atti di cronaca nera di cui si legge, potrebbero essere lo specchio di un degrado economico e sociale che si sta radicando nella Città. Qual è la sua soluzione?
La rinascita di Gioia deve partire dalla cultura, e in particolar modo da una cultura della legalità che non sfoci nella presunzione di essere gli unici depositari di questo valore. Solo mettendo in campo queste misure di prevenzione dei reati può essere efficace un intervento volto a rafforzare le misure di sicurezza nella nostra città, come l’incremento delle aree videosorvegliate o il potenziamento del corpo di Polizia Municipale.

Come è possibile rilanciare il territorio dal punto di vista economico? Questa città può crescere economicamente o è destinata ad un inesorabile declino?
Rilanciare l’economia del territorio gioiese si può e si deve. E’ una sfida che sento di poter raccogliere, sia come candidato sindaco scelto da una coalizione, sia come cittadino stanco di vedere la propria Città in una posizione ormai di secondo piano in settori che la vedevano eccellere in tutto il Meridione e non solo. Penso in particolar modo all’enogastronomia, alla quale daremo pieno sostegno con un piano d’azione integrato, che preveda da un lato la creazione di marchi di Denominazione Comunale, primo passo verso la Dop. Dall’altro, inseriremo i produttori virtuosi che aderiranno ad un apposito disciplinare in un circuito di promozione turistica, che attiri visitatori e consenta loro di scoprire le risorse del nostro territorio a trecentosessanta gradi.