Giuseppe Benedetto manager a Miami

giuseppe benedetto

Dal cuore dell’Europa alla calda Miami, crogiolo di lingue ed etnie, meta rinomata per turismo e divertimenti, luogo ambito da molti americani per godersi la pensione al caldo dopo una vita di lavoro nelle fredde regioni del Nord. Dopo aver raccontato del successo del ristorante di Biagio e Carla Angelillo in Lussemburgo, questa volta vi raccontiamo l’esperienza di Giuseppe Benedetto, un nostro concittadino che da qualche anno vive e lavora nella capitale della Florida: “Vivo a Miami ormai da nove anni, e comunque i piani erano di restarci solo sei mesi, ma come si dice da queste parti: ‘life is what happens  while you’re busy making other plans.’  (La vita è ciò che ti capita mentre stai progettando qualcos’altro).  Mi trovo molto ma molto bene altrimenti non sarei rimasto tutto questo tempo, credo che non abbia senso restare in un posto dove non ci si senta felici. Lavoro nel campo dell’hospitality business ed essendo Miami una grande meta di turismo, il lavoro per chi ci sa fare non manca. A me sicuramente ha aiutato molto la mia precedente esperienza in quel di Londra  dove ho vissuto per sette anni e dove ho cominciato il mio lavoro nell’ambito della ristorazione, dagli impieghi più umili e mal pagati per risalire tutte le posizioni. Oggi a Miami faccio il manager per un ristorante spagnolo e sono stato co – proprietario di un bel bar che ha riscosso molto successo. Londra  per me è stata il trampolino di lancio della mia avventura”.  Una nuova vita in una nuova realtà, ma senza dimenticare l’Italia e Gioia: “Ci torno almeno una volta l’anno, la amo specialmente in primavera ed estate. Quando torno mi piace andare nei posti che frequentavo da ragazzino e da bambino, mi piace stare con i vecchi amici e con la mia famiglia. Ogni angolo, edificio o piazza mi portano indietro nel tempo e mille ricordi mi tornano alla mente e alcune volte si mi accappona la pelle. E’ una sensazione fantastica. Nonostante non viva più in Italia da 16 anni, non nascondo che l’Italia e Gioia spesso mi mancano, in primis sicuramente la famiglia che è la cosa che uno si porta dietro e nel cuore per sempre, poi ci sono gli amici, la cucina e i prodotti italiani che ci hanno reso famosi in tutto il mondo. Alla fine dopo tanti anni ti rendi conto, però, che quello che veramente ti manca sono i ricordi e il tempo passato che ormai non torneranno più. Quando si torna a casa, si crede di trovare tutto quello che si è lasciato anni prima, ma purtroppo non è così. I tuoi amici sono cresciuti proprio come te, chi si è  sposato, chi è andato via, chi purtroppo non c’è più. Anche la tua famiglia non è più la stessa. Ci sono cognati, nipotini e magari non ci sono più nonni e zii. Quindi, alla fine, quello che mi manca del mio paese è quello che ho lasciato e che ormai non potrò più ritrovare perché non esiste più. Comunque credo che l’amore per la mia vita sia più grande della nostalgia del mio paese”.  Non manca una riflessione sulla percezione dell’Italia all’estero: “L’ Italia negli Usa è vista come merita – aggiunge Giuseppe –  è molto rispettata per la cultura, per la moda, per l’arte, per la cucina, per lo sport, per le grandi automobili e per tutto quello che ci ha contraddistinto per centinaia di anni. Però ormai tutti si chiedono come fanno gli italiani a farsi portare via tutto senza batter ciglio”. Compresi i giovani che hanno entusiasmo e voglia di lavorare come Giuseppe: “Le radici saranno sempre nella tua terra ma i frutti possono crescere dappertutto” , conclude.

Articolo di Gioia Oggi (Febbraio I)

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