Etna dopo il post su Mussolini: “Credo nella democrazia”

“Viviamo in un’epoca dove ci si sofferma all’iconografia piuttosto che approfondire gli scritti”. Stempera così il Presidente del Consiglio comunale di Gioia del Colle, Vito Etna (Lega), le polemiche sorte all’indomani della pubblicazione sul suo profilo Facebook di un post che riportava la foto e un frase di Benito Mussolini e poi rimosso che recitava: “Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l’illusione di essere sovrano”.

La discussione era stata innescata già con la pubblicazione del post sul social e rinvigorita da un documento sottoscritto dai consiglieri comunali delle opposizioni Donato Colacicco, Maurizio Liuzzi, Filippo Martucci, Rosario Milano, Donato Paradiso e Milena Pavone con cui stigmatizzavano la pubblicazione di quella frase da parte di Etna, che durante l’ultima campagna elettorale aveva parlato di “razze da controllare” e chiedendone le sue dimissioni.

In quella occasione chiese scusa, ora invece precisa: “Credo nei bisogni del popolo, credo nella politica del fare, credo che fare bene vuol dire dare benessere e credo fortemente nella Democrazia”.

Di fatto sembrerebbe ammettere di essere lontano dai regimi totalitari e dittatoriali e che quella frase pubblicata su Facebook andrebbe presa per quello che è, e quindi non necessariamente collegata al periodo buio della nostra Nazione, malgrado la presenza di Mussolini con la divisa fascista.

Piuttosto voleva commentare la politica nazionale, la crisi di governo e forse motivare la posizione della Lega che chiede elezioni anticipate ritenendo un nuovo governo illegittimo. In tutti i casi Etna sembra non avere alcuna intenzione di dimettersi dalla carica di Presidente del Consiglio comunale nonostante l’ennesima sortita non sia in linea con la l’apertura al dialogo che vorrebbe instaurare il Sindaco Mastrangelo, che punta a ricostruire un clima sereno di confronto con le opposizioni non contaminando l’amministrazione di Gioia con le vicende nazionali. E avere come alleato un uomo nominato ai vertici del Consiglio comunale che cita Mussolini non facilita il suo lavoro perché scatena polemiche social inutili.