Estorsione ai danni di commercianti del barese: chieste 20 condanne

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Pene comprese tra i 10 anni e 6 mesi di reclusioni, è quanto ha chiesto la Direzione distrettuale antimafia  di Bari, per 20 condanne a pregiudicati e imprenditori accusati di estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso, ai danni di aziende e commercianti del barese commesse da esponenti del clan Parisi di Japigia.

L’indagine risale al febbraio 2016, quando con l’operazione “Clean Up” finirono agli arresti 11 persone. Dalle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, a gestire il giro di estorsioni era il clan Parisi che, attraverso il ricorso a minacce, fisiche e a mano armata, al danneggiamento di mezzi da cantiere, si faceva consegnare denaro contante, forniture di generi alimentari e buoni di benzina.

Nel processo, che si sta celebrando con il rito abbreviato, sono imputati un fratello e un nipote del capo clan ‘Savinuccio’ Parisi, Nicola e Tommaso, per i quali sono state chieste  le condanne più alte pari a 10 anni di carcere, alcuni affiliati al clan oltre a imprenditori che da vittime sarebbero diventati complici dell’organizzazione, tra i quali titolari di cantieri edili e di aziende di prodotti ittici e caseari, come l’imprenditore di Gioia del Colle  Francesco Serra che rischia una condanna a 8 anni di reclusione.

Nel procedimento sono imputate altre otto persone che non hanno scelto il rito abbreviato, fra cui il pregiudicato Michele Parisi, fratello del boss e ritenuto il referente di questo gruppo criminale.