Donato Paradiso: “la grande area di centro-sinistra dovrà avere limiti ben precisi”

Donato Paradiso che ha rappresentato La Bottega-La Città di tutti, nell’ultimo Consiglio comunale, si è fatto promotore col suo movimento della costituzione di un’area che raccolga le anime di centro-sinistra per arrivare con un disegno ben delineato e soprattutto un nome condiviso come candidato sindaco alle amministrative del 2019.

Come procede il lavoro per questa grande area riformista che dovrebbe raccogliere tutte le anime di centro sinistra di Gioia del Colle?
Abbiamo avuto diversi incontri con i vari spezzoni del centro-sinistra.

Chi sono i vari spezzoni del centro-sinistra?
Sono la Bottega e realtà già consolidate come il PD e Arci o che si stanno consolidando come alcuni movimenti giovanili o anche ragazzi senza identità politica. Questa grande area sta tentando di mettere insieme queste ricchezze soggettive e individuali, non solo i partiti quindi, perché a Gioia del Colle ci sono belle intelligenze, ma si tratta di ordinarle e di trovare uno sbocco più propriamente politico. Con tutti loro abbiamo avuto una serie di incontro per cominciare a delineare un progetto.

Ci sono dei punti di scontro o di approfondimento?
Non c’è stata la possibilità di scontrarsi. Certamente ora occorre delineare anche le priorità. Per esempio non riteniamo, come il Partito Democratico, che ai primi posti del programma ci debba essere la modifica dello Statuto comunale, perchè riteniamo che non sia questa una priorità, anche perché lo statuto è stato modificato dal Commissario prefettizio facendo una buona sintesi. Riteniamo che occorra concentrarsi in maniera precisa e puntuale sullo sviluppo delle attività produttive e sul recupero dell’evasione fiscale. La Coop e il commercio sono tematiche altrettanto importanti. Indiscutibilmente occorre che Gioia adotti un nuovo Piano Urbanistico, perché la Città ha bisogno di una visione più organica, senza la quale ogni programmazione non risulterebbe armonica.

Avete incontrato il Commissario Prefettizio, Umberto Postiglione?
Abbiamo incontrato il Commissario prefettizio circa 15 giorni fa e abbiamo posto delle questioni, ma il suo grande cruccio per ora è la forte evasione tributaria e i mancati incassi, senza i quali non è possibile fare programmazione. Ci ha chiesto di mettere per iscritto delle proposte che stiamo elaborando, come sulla questione Coop.

Ma tornando all’area di centro sinistra, quali saranno i suoi confini?
Noi non possiamo parlare ovviamente di un area senza confini, come Bottega abbiamo messo dei paletti che sono quelli dei grandi valori su cui non possiamo derogare. Noi tutti possiamo discutere e ritrovarci insieme sui temi della sviluppo della Città, sui tributi e tanto altro, ma dobbiamo ritrovarci da subito insieme  soprattutto sui grandi valori della sinistra: quelli della solidarietà, della tolleranza e dell’equità sociale.
Per cui riteniamo che chiunque voglia entrare in questa grande area debba avere chiaro che queste sono questioni fondamentali, i nostri confini di valori, che ci distinguono anche dalle destre.

Il centro-destra si è ormai coalizzato intorno alla figura di Giovanni Mastrangelo, la Lega deve ancora decidere cosa fare, la precedente amministrazione starebbe lavorando su un nome suo. Quello che manca è, come al solito, il centro-sinistra, che ormai è il perenne assente.
Intanto occorre capire come si sistemeranno tutti i tasselli e se, per esempio, Sep e Prodigio confluiranno tutti in Italia in Comune seguendo Lucilla.
Occorrerà attendere l’autunno. Prima della pausa agostana dovremo incontrarci per giungere a fine anno ad una sintesi su un progetto delineato e perché no, anche su un nome, evitando la corsa di due anni fa e preparare tutto in appena 3 mesi.

Quali sono le caratteristiche che dovrà avere il candidato sindaco?
Il candidato verrà fuori da una decisione presa tutti insieme, potrebbe essere anche frutto di primarie perché non ci sono dei “no” a prescindere. È importante che si rispettino i valori che ho accennato prima e che non ci siano imposizioni da fuori o dall’alto. Su quale sarà il percorso e quindi il nome del candidato, si passerà dalla condivisione dei gruppi e dalle persone di questo movimento.

Qual è il futuro de La Bottega?
La Bottega continuerà ad esistere come movimento civico. Fino alle ultime elezioni abbiamo potuto constatare che il civismo continua ad avere un ruolo importante.
In questo progetto avrà un ruolo di collante tra tutte le anime di centro-sinistra, ruolo che avevamo pensato già due anni, ma che non si realizzò per colpa di alcuni veti. All’interno de La Bottega ci sono, ad esempio, persone del PD o di Leu o di altri movimenti che si incontra da noi.
Rispetto al progetto di due anni fa sono rimasti nel movimento  quasi tutti, che è un importante risultato che avvalora la nostra idea.

Lei è l’unico politicamente sopravvissuto dall’esperienza amministrativa del 1995: quale sarà il suo ruolo?
Non posso fare il sopravvissuto ancora per tanto tempo adesso bisogna dare spazio ad altri. Adesso non so come finirà questo progetto, ma nel gruppo ci sono persone che possono aspirano a fare il candidato sindaco. Certo ci sono altre figure all’interno del progetto che  non hanno mai nascosto il loro desiderio di cimentarsi in questa prova. Vedremo che cosa succederà questo autunno.