Donato Paradiso, candidato sindaco del centrosinistra: “Gioia polo culturale e enogastronomico”

“Orientamento formativo e riorientamento”

“Orientamento formativo e riorientamento”

Donato Paradiso è il terzo candidato sindaco a scendere in campo per le amministrative che si terranno a Gioia del Colle nella prossima primavera.
La sua candidatura per ora è supportata da La Bottega, il Partito Democratico, aSinistra e Liberi e Uguali.

Dopo tutti questi mesi di discussioni per tentare di unire le anime del centrosinistra, ritiene che in caso di vittoria l’eventuale maggioranza possa assicurare un governo di cinque anni alla Città?
Io ritengo di sì, perché all’interno della coalizione ci sono diverse professionalità che sono maturate nel corso degli anni e nel caso di vittoria io prevedo un allargamento di queste professionalità, perché avrò l’opportunità di scegliermi in piena autonomia quattro assessori.

Dove attingerà per individuare queste figure?
Lì dove ci sono le professionalità che cerco. Ho già delle idee in merito, sicuramente un buon vivaio sarà la società civile.

Tornando alla coalizione, ritiene quindi che le frizioni al vostro interno siano state completamente superate?
Sì. Malgrado i diversi screzi che spesso hanno quasi portato alla rottura, ora posso dire che si respira un clima sereno fra i raggruppamenti. Ritengo dunque che la mia coalizione sia solidità.

A metà marzo il centrodestra presenta il suo programma, fra qualche giorno la lista Prodigio entrerà nello specifico della sua proposta con incontri tematici e il centrosinistra?
Anche noi a metà marzo faremo una iniziativa pubblica e cominceremo a discutere con la Città del nostro programma. Si tratterà di una proposta completa che andrà comunque discussa con la Città. Del resto ogni gruppo stava lavorando ad un suo programma ed ora si tratta di rendere tutto più armonico.

A questo punto però il filo rosso della proposta dovrà essere comunque valutato dal candidato sindaco, per esempio sull’ambiente.
Per quanto riguarda l’ambiente, Gioia ha dei punti sensibili, come il centro di sperimentazione, la base aeronautica e un carico traffico superiore alla portate del centro cittadino. Quando ero consigliere comunale di opposizione, ho infatti chiesto alla Asl i dati epidemiologici su Gioia per verificare lo stato di salute e l’incidenza di alcune malattia.
Ritengo che in mancanza di dati certi sulla loro non nocività, le sperimentazione andrebbero bloccate. E poi occorrerà intervenire su un nuovo piano traffico per eliminare i punti a maggiore densità automobilistica.

Qual è invece la linea guida nel suo programma elettorale sull’economia?
Pensare alle grandi aziende per questo territorio non ha senso in questo periodo storico.
A Gioia dobbiamo lavorare sulle piccole aziende artigiane e lavorare sulle eccellenze enogastronomiche e culturali. La Città deve diventare di nuovo polo culturale e deve concentrarsi sul prossimo marchio dop alla mozzarella e sugli altri prodotti come il vino o la pasta.
Occorre una politica di riqualificazione del centro storico che deve ricominciare a vivere con botteghe artigiane e ristorazione.
Spero che, con un sistema di fiscalità agevolata e di finanziamenti di cui il Comune può essere capofila insieme ad altri enti, si possa permettere ai giovani di poter intraprendere una attività.

E le risorse economiche?
Oltre a tutto quello che può e deve essere finanziato dai bandi regionali, nazionali ed europei, occorre attingere a piccole risorse interne e occorre formalizzare partenariati tra pubblico e privato.

Tra meno di tre mesi si va alle urne: come sarà questa campagna elettorale?
Mi auguro che sia tranquilla, costruttiva e che guardi al futuro invece che al passato.

Se dovesse essere eletto, quale sarà il primo atto che firmerebbe da sindaco?
A costo di sembrare populista, è evidente che l’emergenza per Gioia per ora sono le strade.

“Orientamento formativo e riorientamento”

“Orientamento formativo e riorientamento”