I deputati PD pugliese al Ministero dell’agricoltura: la dicitura mozzarella di Gioia del Colle è legittima

Sono i deputati del Partito Democratico pugliese, Colomba Mongiello, Dario Ginefra, Gero Grassi, Michele Pelillo e Francesco Boccia i firmatari di una interrogazione al Ministero delle politiche agricole alimentari  e forestali sulle sorti del marchio Dop alla mozzarella di gioia del Colle.

Al Ministero si chiede: “se non intenda intraprendere ogni necessaria iniziativa di competenza, volta a ribadire che la registrazione della denominazione di origine di «Gioia del Colle» è conforme ai requisiti previsti dalla normativa europea sulla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli ed alimentari e che tale registrazione, oltre a non essere in conflitto con le attuali altre denominazioni registrate, tra cui la mozzarella Stg «Fiordilatte dell’Appennino Meridionale» e la Dop «Mozzarella di Bufala Campana», può concorrere, invece, a migliorare le prestazioni agricole e la redditualità della zootecnica tipica dell’intero Mezzogiorno d’Italia, oltre che a fornire al consumatore di tutta l’Unione europea, la possibilità di distinguere, tra i tanti latticini industriali, una autentica e altamente qualitativa mozzarella di latte di vacca”.

L’interrogazione precisa inoltre, che ogni tipo di dubbio sull’uso del termine mozzarella era stato superato in una vecchia interrogazione del 1998 presso la 9ª commissione del Senato, alla quale rispose il Governo.

In quella occasione fu “chiarito che il termine mozzarella utilizzato per indicare i latticini comunque ottenuti, sia da latte vaccino e sia da latte di bufala, non crea confusione ne arreca pregiudizi alla DOP «Mozzarella di bufala campana». Del resto la disciplina di tutela delle denominazioni di origine protegge i luoghi geografici di cui sono originari specifici prodotti agroalimentari e non i nomi delle relative derrate alimentari”.

Anche il decreto del Presidente della Repubblica del 13 aprile 1987 consentiva che in presenza del formaggio tipico «Mozzarella di Bufala» si potesse utilizzare contemporaneamente il termine «Mozzarella» per indicare un prodotto generico a pasta filata fresco ottenuto in modo difforme rispetto a quello regolamentato con la denominazione tipica.