De Mattia chiederà perdono sulla tomba della moglie

Sarà una Pasqua particolare per Pietro De Mattia, l’uomo che il 15 febbraio scorso, a Gioia del Colle, uccise la moglie con un piccone.

Quella di domenica sarà il primo dei due giorni concessi dal giudice per andare al cimitero e pregare sulla tomba della moglie. Potrà farlo due volte al mese. Ma domenica sarà la prima volta, di Pasqua. Sarà per lui una prova tremenda perché quella sarà la prima occasione per chiedere perdono alla donna con cui ha diviso una intera vita, con la quale ha messo su una famiglia felice, una bella storia distrutta in un attimo di buio, di vuoto, di sospensione della coscienza. Una discussione, come tante, la reazione, il sangue, la confessione.

Un uomo tranquillo, stimato da tutti, descritto come una persona pacata che si trasforma in assassino. Persino il giudice ha di fatto riconosciuto la sua non pericolosità concedendogli gli arresti domiciliari. I figli, increduli, hanno scritto che perdonano il loro papà che è difficile giudicare per quel maledetto momento che spegne memoria e volontà. Che ti fa prendere una busta, contenente un piccone, e te la fa scagliare contro una moglie che ti muore sotto gli occhi.

Domenica l’uomo che entrerà nel cimitero e si fermerà dinanzi alla lapide di Antonia Cirasola non sarà lo stesso che per l’ultima volta l’ha vista il 15 febbraio.

Sul fronte delle indagini i legali dell’uomo, Filippo Colapinto e Claudio Van Westerhout, attendono gli esami dell’autopsia. Intanto, dopo aver ottenuto le due visite al mese al cimitero, gli avvocati hanno chiesto al giudice che Pietro De Mattia possa andare a messa la domenica. 

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