Dario Magistro: il PD ha tutta la nostra attenzione

Il presidente de “La Bottega”, Dario Magistro e esponente di Liberi e Uguali a Gioia del Colle punta all’unione delle anime di sinistra gioiesi e porterebbe già un nome di un candidato sindaco di riferimento per tutta la coalizione: Donato Paradiso, che in realtà deve ancora sciogliere le riserve sulla sua candidatura.

Come procede il progetto di riunione delle sinistre gioiesi?
Tutto quello che riusciamo ad aggregare è cosa buona per il progetto. Abbiamo privilegiato un dialogo con il Partito Democratico, con cui, al momento, siamo in una fase decisionale.

Come mai, il PD sembra che abbia già rimarcato la sua appartenenza ad una zona di sinistra ben circoscritta.
È meglio rimarcarlo. Il problema è che non vogliamo all’interno di questo perimetro soggetti non legati ai valori cardini della sinistra.
Rispetto al 2016, quando non  riuscì ad esprimere un suo candidato, ma lo acquisì con Federico Antonicelli, l’attuale Partito Democratico è oggettivamente diverso e si parla in maniera differente.

Se il progetto è quello di riunire le sinistre, sembra difficile escludere il PD.
La Bottega vorrebbe esprimere un suo candidato Sindaco e il nostro nome è Donato Paradiso, capace di garantire tutte le sinistre, ma a fronte di una sua disponibilità che è ancora da sciogliere. La strada migliore per la Città penso sia quella di esprimere un candidato unitario e riconosciuto come persona competente e credibile.

Il nome di Donato Paradiso sarebbe quindi vincolante per la riuscita del progetto?
Per noi Paradiso è il nome migliore in una coalizione. È ovvio che può esserci un altro nome, ma ad oggi non esiste e se esiste come ambizione personale di qualcuno non mi sembra che possa garantire lo stesso livello di competenza di Paradiso.Non vogliamo avere lo scettro di chi sa tutto o di chi mette il cappello sulla sedia.

Non si rischia che il PD, con Paradiso candidato, diventi solo un portatore di voti?
Il PD avrebbe comunque un ruolo centrale ed ha tutta la nostra attenzione, ma il PD ha purtroppo una gerarchia territoriale che spesso non garantisce le realtà locali.

Le primarie potrebbero essere una soluzione?
Potremmo essere d’accordo solo se ci fossero regole ben precise come l’anagrafe dell’elettore. Anche se l’esperienza delle primarie si è spesso rivelata negativa.
Tra l’altro, visti i tempi, sono convinto che sia importante iniziare a lavorare ad un programma del candidato. Su questo punto, posso dire che il nostro programma sarà molto concreto, il nostro scopo sarà quello di risolvere i problemi.