Crocifisso in Aula Consiliare: parla il Presidente del Consiglio Vito Etna

Ormai, come lui stesso ammette, Vito Etna, Presidente del Consiglio comunale di Gioia del Colle e esponente della Lega per Salvini sul territorio, è “attenzionato” e qualsiasi cosa scriva sui social è sotto la lente di ingrandimento della rete.

E così dopo il polverone sollevato dal termine razza, durante un incontro nell’ultima campagna elettorale, dopo la pubblicazione della foto di Mussolini con una citazione del dittatore, oggi a fare scalpore e ad accendere il dibattito, soprattutto sui social, è la sua richiesta di affiggere il Crocifisso nell’Aula consiliare del Palazzo Municipale.



Non crede che ora, in qualità di Presidente del Consiglio, la sua posizione sui social debba cambiare?
“Io sono stato più volte attaccato sul fatto che ricoprendo un ruolo istituzionale come quello di Presidente del Consiglio, debba essere al di sopra delle parti. Ed infatti sulle questioni di politica locale non entro quasi mai in merito e invece esprimo il mio pensiero sulle questioni nazionali, legittimamente e democraticamente”.

Arriviamo al Crocifisso
“Se voglio mettere un Crocifisso nell’Aula consiliare, mi sembra legittimo farlo, al di là della laicità dello Stato.  Se avessi voluto mettere un Van Gogh avrei dovuto chiedere il permesso all’Aula?
Per me è più che normale e trovo assurdo che mi venga contestata questa decisione, tanto più che ad oggi, nel caso in cui dovessi andare a testimoniare in un’aula di tribunale dovrei giurare sulla Bibbia. In quell’aula consiliare c’era un chiodo e probabilmente lì c’era un Crocifisso. Dovevo chiedere ai Consiglieri? Io sto mettendo un complemento d’arredo che per me è un simbolo importante. Non dovrebbe dare fastidio a nessuno”.

Se fosse stato eletto come Presidente del Consiglio un consigliere di religione musulmano e avesse voluto mettere in Aula un simbolo del suo credo, lei come avrebbe accolto la decisione?
“Avrei contestato la scelta, avrei rivendicato le nostre tradizioni. Del resto in molte aule scolastiche, in molti tribunali e in molte aule consiliari ci sono crocifissi”.



È stato quindi comprato il Crocifisso?
“Lo ha comprato l’economo comunale e costa 37 euro. Ho intenzione di chiamare un sacerdote per farlo benedire. Vorrei comunque precisare che non obbligo nessuno dipendente comunale, così come è stato riportato da alcuni organi di stampa, ad avere il Crocifisso nel proprio ufficio, ma voglio che si sentano liberi di esporlo”.

A margine, cosa risponde alle critiche mosse al suo ruolo di Presidente da parte delle opposizioni sui tempi e i modi di gestione dei Consigli comunali.
“Cerco di rispettare i regolamenti e i tempi e mi confronto sempre con il Segretario generale. Tutti i consiglieri hanno accesso alla documentazione nella loro rete interna, chi vuole stampare, può venire in Comune”.