Crocifisso in aula consiliare: botta e risposta tra Lega e La Bottega a suon di comunicati

Non è sfuggito ai più durante il Consiglio comunale di mercoledì scorso che, esattamente come preannunciato dal Presidente dell’assise Vito Etna, in aula è stato apposto il Crocifisso.


L’attenzione su questo simbolo religioso  è però caduta non in tempo utile per poterne parlare e così la discussione tra “favorevoli e contrari” si è dovuta necessariamente spostare altrove. E così il giorno dopo il Consiglio, La Bottega invia un primo documento attraverso il quale “denuncia all’opinione pubblica l’ennesima bravata del Presidente del Consiglio Comunale, Vito Etna”, reo a detta loro di aver strumentalizzato per meri fini propagandistici l’immagine sacra e “ha preferito dedicarsi a fare l’arredatore dell’aula consiliare all’impegno cui è stato chiamato di svolgere, quello di Presidente e garante di tutti i consiglieri comunali”.

E proprio in ragione della decisione di riappendere il Crocifisso, evidentemente nello stesso punto in cui tempo fa era stato apposto, vista la presenza del chiodo, i membri dell’associazione di cui è stato candidato sindaco Donato Paradiso, rivendicano il principio della laicità dello Stato e anticipano che la protesta per questa decisione, raggiungerà la scrivania del Prefetto.

Questo comunicato stampa di fatto viene redatto e inviato contestualmente a quello attraverso il quale l’associazione fa sapere di aver nominato il nuovo direttivo: Consuelo Fico è il nuovo Presidente e sarà affiancata dai consiglieri Anna Martoscia, Lucia Laterza, Irene Mancino, Luca Nicastri, Andrea Luigi Mongelli e Cosimo Cantore. Eletto anche il collegio dei garanti che prevede anche la presenza di uno dei consiglieri comunali de “La Bottega”: ne fanno parte Milena Pavone, Franco Gisotti e Matteo Mazzaraco.

Rispetto al comunicato stampa sul Crocifisso, non si è fatta attendere la risposta della Lega che, attraverso le parole del suo segretario Michele Colaprico, ha inteso prima di ogni altra cosa difendere la figura e l’operato di Vito Etna rispetto al quale ritiene sia stata messa in atto una contestazione che definisce “stucchevole” e ritenendo il comunicato della Bottega “propagandistico”.

Quest’ultima affermazione viene spiegata qualche rigo più in basso dove si legge: “si svilisce un simbolo sacro e a mio avviso fortemente identitario della cultura italiana” e Colaprico provoca in qualche modo i membri dell’associazione politico-culturale che in aula è rappresentata da ben tre consiglieri, considerato anche che ne fa parte il candidato sindaco Paradiso, invitandoli a “lavorare per il bene di Gioia del Colle, evitando sterili attacchi e contestazioni”.