Coordinamento Accoglienza Responsabile ricorda Mara Keità

Da Coordinamento Accoglienza Responsabile giunge un messaggio di cordoglio per la morte del ragazzo ivoriano Mara Keità, che pubblichiamo.

Con profondo dolore accogliamo la notizia della morte di Keità, un ragazzo ivoriano che aveva trovato rifugio nella nostra città e che da qualche tempo lavorava in campagna. Aveva 24 anni e nulla di speciale, se non quel destino feroce che sta caratterizzando l’esistenza di centinaia di migliaia di persone come lui in questo momento storico. Un esodo che è il risultato di quella che il compianto giornalista Alessandro Leogrande (per un sadico gioco del caso, scomparso anche lui pochi giorni fa) ha definito “globalizzazione dell’indifferenza”: ovvero lo sradicamento dalla propria terra d’origine alla ricerca di quelle condizioni di vita più dignitose che costituiscono il fondamento della liberta, della giustizia e della pace nel mondo (cit. Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo).

Abbiamo conosciuto Keità a settembre dello scorso anno, in occasione dell’avvio della scuola di italiano. Un ragazzo riservato, timido, molto volenteroso. Il suo nome sapeva scriverlo a malapena i primi giorni di lezione: qualcuno doveva averglielo salvato sul telefono, così, al momento delle firme di presenza, con grande decoro, lo ricopiava piano piano sul foglio di carta.

A maggio tutti gli studenti hanno ricevuto un attestato di frequenza e anche Keità ha ritirato il suo prezioso diploma. Un giorno felice, di tregua dalla noia e di riscatto dalla deumanizzazione dei migranti architettata dai giornali. Ormai sapeva firmare con disinvoltura e conosceva le regole fondamentali della lingua italiana. Un percorso dal valore inestimabile e che ci riempie di orgoglio.

Alla sua famiglia va il nostro più dolce pensiero. Ai loro sacrifici e al debito che hanno con il mondo. Alle loro lacrime vanno i nostri respiri. Al suo sorriso il nostro cuore.

 

foto del ritiro dell’attestato del corso di italiano frequentato da Mara Keità