Coop mette in mobilità i 34 lavoratori, ma non vuole abbandonare il territorio

Sono partite ieri le lettere in cui si apre la procedura di mobilità per i 34 addetti al supermercato Coop di Gioia del Colle.

Proprio Coop Alleanza 3.0 chiarisce la sua posizione sul centro di Gioia, sottolineano l’intenzione di mantenere attivo il supermercato e di non abbandonare il territorio. “Non essendo possibili al momento alternative alla chiusura, – si legge in una nota – dopo un confronto con le organizzazioni sindacali, la Cooperativa ha avviato la procedura di mobilità per i 34 addetti del punto vendita.

Si tratta dell’unica misura al momento percorribile in quanto, a fronte della sentenza del Consiglio di Stato che obbliga la Cooperativa a chiudere il punto vendita entro il prossimo 15 novembre, non esiste la possibilità di ricollocare i lavoratori in altri punti vendita della Cooperativa.

Coop Alleanza 3.0 è intenzionata a mantenere attivo il presidio sul territorio e farà, come già in precedenza, tutto ciò che risulta utile per potere riaprire il proprio punto vendita e mantenere attivo il presidio sul territorio continuando così ad offrire qualità e servizi ai soci e ai consumatori, garantendo anche una buona occupazione.

A tal fine Coop Alleanza 3.0 è in contatto constante con le istituzioni locali per trovare insieme le migliori soluzioni”.

La sentenza di agosto del Consiglio di Stato parla chiaro: il negozio va chiuso e riaperto nel caso in cui i problemi di natura edilizia ed urbanistica vengano risolti.

Con l’applicazione dell’art 38 del T.U. dei lavori pubblici e quindi il pagamento di una sanzione pecuniaria, il problema edilizio sembra si stia risolvendo.

Rimarrebbe però quello di natura urbanistico, perché in quella zona poteva sorgere solo una struttura di servizi e non commerciale.

Si stanno tentando diverse soluzioni. Non ultima la richiesta di una ulteriore delucidazione sulla possibilità che proprio l’art.38 possa sanare anche la questione urbanistica. In caso contrario, la stessa Amministrazione comunale di Gioia ha confermato la possibilità di ricorrere ad un Piano Integrato di Rigenerazione Urbana per riconfigurare quell’area su via Acquaviva.

In questo caso i tempi sarebbero lunghi e la sentenza di agosto non ammette deroghe.

Di fatto la priorità è quella di salvare i lavoratori e poi l’edificio e su questo le parti sembrano intenzionate a trovare una soluzione.