Coop: i sindacati dicono no all’esternalizzazione dei servizi

Si è tenuto lo scorso 22 aprile a Bari, l’incontro tra le sigle sindacali e la Direzione Coop Estense per proporre all’azienda piani alternativi alla procedura di mobilità aperta per far fronte alle perdite registrate negli ultimi anni sul territorio di Puglia e Basilicata.

Le tre organizzazioni sindacali non hanno espresso una soluzione unitaria per evitare il peggio, ognuno ha presentato un proprio piano di azione.

Un dato sembra univoco: no alla terziarizzazione dei reparti grocery e pescheria, punto nodale su cui i dirigenti modenesi fanno forza per poter rientrare in brevissimo tempo di circa 3,3 milioni di euro, cifra che, chiedono i sindacati, dovrà essere dilazionata ancora di più nel tempo.

Ma insieme alla esternalizzazione, Uil ha chiesto di ridurre la restituzione del costo del lavoro (che si traduce nella diminuzione della retribuzione), mentre CGIL evidenzia che il danaro da recuperare debba essere proporzionato all’incidenza sulle retribuzioni di tutti i livelli, compresi i dirigenti, intendendolo come principio di solidarietà fra tutti.

La Uil sembra molto chiara sulla proposta, il cui piano prevede l’utilizzo del personale delle pescherie in altri reparti, diminuendo le ore supplementari e di straordinario, l’utilizzo di ammortizzatori sociali durante la fase di riorganizzazione e la riorganizzazione delle aree adibite a pescheria.

CGIL sottolinea che eventuali sospensioni del contratto integrativo debbano essere fatte sulle sole voci di costo e che debbano intendersi come temporanee in quanto legate al recupero dell’efficienza e alla salvaguardia occupazionale.

“Riteniamo – si legge nella nota della Uil– che grazie all’aumento delle vendite (che sta già dando dei primi risultati), il miglioramento del margine commerciale, le uscite per mobilità volontaria e la progressiva uscita della crisi, ci siano gli spazi per utilizzare nel processo produttivo tutte le persone oggi occupate nelle pescherie che la Cooperativa vorrebbe terziarizzare, riportando anche in equilibrio e sicurezza il bilancio della cooperativa nella divisione Sud”.

È dal documento di CGIL che si apprende che la Coop pur dando disponibilità a ridimensionare i propri obiettivi non sembra voler accogliere alcune disponibilità poste dalle organizzazioni sindacali. “Ricordiamo – si legge dal documento della CGIL – che la soluzione deve essere necessariamente trovata entro il 3 giugno 2015 data nella quale si esauriscono i tempi previsti per la procedura di mobilità”.

Ancora problemi dunque per i lavoratori di Coop Estense di Gioia del Colle, perché oltre alle complicazioni dovute ai problemi urbanistici del supermercato, dovranno affrontare anche questa vertenza. 

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