Coop Gioia: chiesto un tavolo in Regione Puglia

Orientamento formativo e riorientamento

Orientamento formativo e riorientamento

I dipendenti della Coop di Gioia del Colle che questa mattina hanno organizzato un sit-in davanti al Comune per difendere il loro diritto al lavoro non erano soli. Con loro c’erano anche i soci del supermercato preoccupati della chiusura di un servizio commerciale che interessa una intera zona cittadina.

Dopo la lettera di licenziamento mandata da Coop a seguito dell’ordinanza di chiusura del supermercato per il prossimo 15 novembre emanata dal Comune per rispettare una sentenza del Consiglio di Stato che ha sancito esserci per quell’immobile vizi edilizi e urbanistici, i 34 dipendenti hanno voluto chiedere al Sindaco Lucilla conferme sull’operato dell’amministrazione per scongiurarne la chiusura.

Si tratta di un caso più unico che raro in cui un’azienda chiude non per motivi economici, ma per motivi burocratici e i dipendenti lo hanno sottolineato con lo slogan “ma che colpa abbiamo noi”.

In piazza Margherita di Savoia, il Sindaco ha spiegato ai dipendenti quali possono essere le strade percorribili per sanare tutti i vizi, ma tutte richiedono tempo. Un tempo che il personale Coop vede sempre più assottigliarsi, spaventati ancora di più dalla possibilità che con le dimissioni di Lucilla da Sindaco, non ci sia più un interlocutore pubblico che si occupi della loro situazione.

L’incontro è poi proseguito in Comune insieme ai rappresentanti sindacali per discutere di una possibile soluzione che tenga conto della tempistica dei licenziamenti. In altre parole, la parte sindacale è disposta a discutere con Coop eventuali soluzioni tampone per evitare il licenziamento, ma con un progetto comune di sistemazione definitiva della faccenda.

Fermo restando che si nutrono dubbi sulla possibilità dell’applicazione dell’art.38 del testo unico dell’edilizia per risolvere sia il vizio edilizio sia urbanistico, le altre strade potrebbero essere o l’approvazione di un permesso di costruire in deroga o un piano di rigenerazione urbana. Nel primo caso i tempi sarebbero più esigui, ma non vi è molta giurisprudenza per situazioni simili, mentre la seconda ipotesi ha un iter più lungo. Resta il fatto che dovrà essere Coop a farsi promotrice delle richieste, in quanto proprietaria dell’immobile.

Poichè per tutti la mission è quella di salvaguardare i lavoratori, si è deciso di trasferire il tavolo delle trattative in Regione Puglia, dove siederanno Coop, Amministrazione comunale, Sindacati e Assessorato all’urbanistica regionale per trovare una soluzione e un percorso condiviso.

Visti i tempi sempre più stretti e visto l’incontro previsto il 7 novembre tra Coop e lavoratori, l’auspicio è che questo tavolo venga convocato nel più breve tempo possibile.