Consiglio comunale telematico: le precisazioni dei Consiglieri Paradiso e Pavone

Il 25 maggio il Consiglio comunale di Gioia del Colle è stato chiamato a decidere diversi provvedimenti per la prima volta in modalità telematica. Ormai in piena Fase 2 per il contenimento dell’emergenza sanitaria per il Covid-19, che ha riaperto quasi tutte le attività, se non quelle culturali, e data la mole degli argomenti da discutere, il Consiglio comunale in presenza con i dovuti accorgimenti sanitari poteva farsi in presenza. Parte delle opposizioni era fermamente favorevole, così come la maggioranza. Le altre opposizioni chiedevano accorgimenti puntuali e precisi perché si svolgesse in sicurezza.

Infatti i consiglieri di minoranza Donato Paradiso e Milena Pavone a questo punto fanno le loro precisazioni e richiamano l’art. 73 del Decreto Legge n.18 del 17.03.2020 che dava la possibilità ai Comuni non dotati di regolamento specifico di poter comunque svolgere le riunioni istituzionali in modalità telematica, secondo criteri di sicurezza.



“Naturalmente – scrivono – la stragrande maggioranza degli enti Locali e dei Comuni, in particolare, si sono subito attivati per poter svolgere le attività istituzionali con le nuove modalità previste ed evitare cosi un rallentamento dell’attività amministrativa. Comuni a noi vicini, come Acquaviva, Santeramo e tanti altri hanno celebrato i consigli comunali in modalità telematica senza particolari problemi. Il nostro Presidente del Consiglio invece aveva da pensare ad altro, a protestare con alcuni commercianti, a celebrare la venuta di Salvini a Gioia, a organizzare messe per strumentalizzare anche la fede religiosa. Solo in data 7 maggio ha deciso, a distanza di due mesi dal provvedimento governativo e su sollecitazione di diversi consiglieri, di definire le modalità di svolgimento delle riunioni di commissione e di consigli in modalità remoto”.

Precisano poi che non corrisponde al vero il fatto che la maggioranza fosse favorevole perché si svolgesse in presenza, tanto che il Presidente del Consiglio aveva chiesto ai capigruppo consiliari il loro parere sulle modalità di svolgimento e la maggioranza degli stessi aveva preferito una convocazione in modalità telematica. Nella stessa si era anche chiesto di rinviare ad una seduta successiva la discussione e per l’approvazione di regolamenti in sedute successive, concentrandosi sui problemi socio economici legati alla pandemia.

Tuttavia, un Consiglio in presenza che si svolgesse nel Chiostro del Palazzo Municipale necessiterebbe oltre all’uso di presidi, di distanziamento, anche delle sanificazione del luogo, che di fatto, viene però attraversato quotidianamente da chi usufruisce dei servizi anagrafici essenziali e da chi deve accedere ai piani superiori, compreso il microfono, nel caso non fosse possibile averne uno a testa.

“Del resto, – continuano -e non riguarda solo le attività amministrative, la modalità telematica è entrata prepotentemente nella nostra vita quotidiana e, che lo si voglia o no, è indispensabile prendere confidenza con tale nuova opportunità”, che seppure è vero, allontana dalle istituzioni la partecipazione della gente comune o di quella che a Gioia del Colle vive in zone che non hanno nessuna copertura internet adeguata.

“Pertanto, consapevoli delle difficoltà, anche tecniche, che potrebbero emergere nella seduta del Consiglio Comunale di lunedì 25 maggio, auspichiamo che non vengano addebitate responsabilità alla minoranza, che non fosse altro per evidenti motivi semantici, non avrebbe avuto i numeri per decidere”, smarcandosi da eventuali problemi tecnici che, in ogni caso, non dipenderebbero dalla scelta della modalità.

Sulle questioni interne delle minoranze sottolineano: “lo dice l’aggettivo stesso si risolveranno internamente. Andando aldilà del più becero luogo comune, noi restiamo convinti che la pluralità di voci, soprattutto se all’opposizione, non può che essere un valore aggiunto nell’azione di controllo amministrativo, cui la stessa è deputata”.