Consiglio comunale: maggioranza va sotto e non si approva il Bilancio

Si riteneva che dopo il Consiglio comunale della settimana scorsa, la crisi della maggioranza innescata dalla consigliera Rosa Addabbo fosse rientrata e il suo ritardo in Aula questa mattina riaccende la tensione e l’imbarazzo generale, compresa le opposizioni che però mantengono il numero legale.

Il consiglio ha inizio con un intervento di Giuseppe Zileni che infiamma gli animi. Il consigliere racconta di aver proposto al Sindaco il suo sostegno per l’approvazione del Bilancio a patto di rivedere la Giunta, cambiando almeno un Assessore e dedicarne uno al Bilancio. Secca la risposta di Lucilla: se la maggioranza non è autosufficiente, questa Amministrazione non può tirare a campare provvedimento per provvedimento.

Si approva il programma di affidamento degli incarichi esterni e il piano delle opere pubbliche con la maggioranza compatta.

Poi la comunicazione del consigliere di Forza Italia Giuseppe Gallo. Le opposizioni hanno inviato un esposto alla Prefettura, al Ministero dell’Economia e Finanza e della Funzione Pubblica, alla sezione di controllo della Regione Puglia e alla Procura della Corte dei Conti, chiedendo una verifica immediata del Bilancio per salvaguardare la correttezza delle finanze, alla luce dei rilievi posti dal Collegio dei Revisori dei Conti sul documento di Bilancio su cui comunque hanno espresso parere favorevole e degli emendamenti presentati dalla maggioranza.

Si sospende la seduta. Alla ripresa manca ancora Rosa Addabbo. Le opposizioni chiedono la verifica del numero legale della seduta, non c’è, ci si ferma per qualche minuto, e intanto arriva Addabbo. In discussione vi è il Documento Unico di Programmazione, atto propedeutico e strettamente legato al Bilancio. Gli 8 delle opposizioni e del Gruppo Misto votano contro, 8 della maggioranza votano a favore e Rosa Addabbo si astiene. Il Dup quindi non passa.

Il Sindaco, preso atto che la sua maggioranza è venuta meno ritira l’argomento sul Bilancio e si chiude la seduta.

La questione ora esplode in tutta la sua delicatezza. Sull’approvazione del Bilancio pendeva già la diffida del Prefetto che, superata la scadenza prevista per legge il 31 marzo, aveva imposto l’ok dell’Aula entro 20 giorni dalla notifica dell’atto, cioè entro il 17 maggio, pena il commissariamento.

Lo scenario più probabile che si aprirebbe è quello dell’arrivo di un commissario ad acta di nomina prefettizia che approvi immediatamente il Bilancio di previsione del Comune di Gioia del Colle. Nel frattempo il Prefetto dovrebbe firmare il decreto di scioglimento del Consiglio comunale e nominare un Commissario prefettizio per l’amministrazione dell’ente.

Tutto questo se non dovessero verificarsi ulteriori colpi di scena.