Comizio di Lucilla e Cuscito “Noi non ci arrendiamo”

Si è tenuto venerdì scorso il comizio pubblico dell’ex Sindaco di Gioia del Colle, Donato Lucilla. Con lui c’era tutta la sua squadra e infatti ad aprire l’incontro è stato il suo ex vice Enzo Cuscito che ha accennato alla pesante eredità di spese legali emersa al loro insediamento e sul nuovo metodo usato per individuare i professionisti cui affidare incarichi. Eliminando l’affidamento diretto di incarichi a professionisti, si è proceduto, racconta sempre Cuscito, ad attingere ad una lista di avvocati presenti su un albo, si chiedeva un preventivo a cinque di loro e si affidava il lavoro a chi offriva meno.

“Si riceve un mandato per governare 5 anni, non 100 giorni. Sapevamo che il lavoro era duro e questi primi due anni li abbiamo dedicati allo studio delle carte”. Ha detto. Cuscito si è poi si è soffermato sulle case popolari e sull’occupazione abusiva di alcune di esse, denunciando e rimettendo in moto le graduatorie.

“Si è lavorato per intercettare i fondi che dovrebbero arrivare proprio quest’anno”, per la pinacoteca che ridarà un nuova funzione al palazzo Inps, per la biblioteca che si è ritenuto di dislocare presso la ex scuola Losapio, per la videosorveglianza e per la riqualificazione della zona 167 con nuovi parchi multifunzionali.

Poi, racconta, ad un certo punto quelle logiche di trasparenze sono venute meno e non si è più parlato di temi. Si è costituito il gruppo misto e tutto quello che ne è conseguito negli ultimi mesi.

“Una congiura politica quella degli ultimi mesi, nata proprio quest’anno che avevamo trovato le risorse. Qualcuno ha capito che per noi il momento era diventato importante e che stavamo per raccogliere i primi frutti e qualcuno non avrebbe potuto più dirci ciucci e presuntuosi, noi non ci arrendiamo e decidiamo di continuare”. Ha concluso Cuscito.

La parola è posi passata a Donato Lucilla. “Quando ci avete dato la vostra fiducia noi abbiamo dato dimostrazione che un gruppo di cittadini può mantenere coerentemente la propria posizione. All’inizio eravamo convinti che Sep e Prodigio potessero mantenersi su qelle due liste perché eravamo convinti che all’interno c’erano persone che volevano stare insieme  con la piena condivisione dei nostri principi. Ci siamo sbagliati e questo è stato il più grande errore”. Ritorna su De Rosa, le cui logiche che lo avevano potato a rifiutare la carica di assessore erano estranei, perché forse avrebbe voluto un ruolo più incisivo in Consiglio comunale.

Ci hanno accusato di essere incompetenti, ma al netto della distinzione tra le competenze professionali e politiche, sfido chiunque a leggere le nostre competenze curriculari.

Tocca la questione Bilancio, la cui non approvazione è stato motivo del commissariamento. “C’era la possibilità di aggiustarlo con gli equilibri di luglio. Dagli uffici giungevano le notizie di un grosso avanzo libero e spendibile per le manutenzioni e questo forse ha accelerato la nostra caduta. Il voler bloccare l’attività coerente con le nostre battaglie è il reale motivo della nostra caduta. Siamo stati visti come un virus, ma hanno usato con noi l’antibiotico, creando un super virus che continuerà a portare avanti la battaglia contro la trasparenza e la legalità”. Ha concluso dicendo che “noi non tradiremo la fiducia che ci ha dato la Città tenendo vivo il ricordo di quello che è successo a Gioia del Colle con il nostro nuovo modo di fare politica”.