Colacicco risponde ad Etna e scoppia la polemica

Il consigliere comunale di Prodigio Donato Colacicco risponde ad alcune affermazioni del Presidente del Consiglio Comunale di Gioia del Colle, contenute in un’intervista pubblicata ieri dalla nostra testata. Lo fa attraverso un documento inviato in redazione nel quale si legge:



“Innanzitutto l’art. 22 del Regolamento del Consiglio comunale chiarisce i compiti e le funzioni della seconda carica istituzionale del Comune. Una figura di garanzia tra le parti politiche a cui si richiede equidistanza ed equilibrio super partes nello svolgimento di attività istituzionali per le quali è pagato dai cittadini gioiesi, e non certo per iniziative di parte, a mio avviso inutili e strumentali per cui ho ritenuto necessario denunciare agli organi competenti, denotando una possibile inottemperanza del DPCM per il contenimento del Coronavirus.

Non ricordo prima di Etna ci sia mai stato un Presidente del Consiglio che abbia chiesto ad un consigliere di minoranza di dimettersi, badate bene, non per aver mancato di rispetto verso le istituzioni o per essere venuto meno ai propri doveri, quanto perché esprime apertamente il suo dissenso nei confronti dell’operato di chi proprio dovrebbe rappresentarlo.

Vito Etna si dimostra un Presidente del Consiglio politicamente incompetente e inadeguato, a mio avviso poco consapevole del ruolo istituzionale che riveste. Non si potrebbe spiegare diversamente il suo tentativo di volermi screditare, ripeto sul piano personale, soffrendo evidentemente proprio del mio operato politico, di certo poco accondiscendente con la sua superficialità nell’organizzazione dei lavori.

Per questo mi riservo di notiziare il signor Prefetto, per informarlo di quanto affermato dallo stesso Etna. Non mancherò di riferire delle sue inadempienze e di quanto il suo operato di certo non faciliti il pieno adempimento al mio ruolo di Consigliere Comunale.

Spetta al Presidente del Consiglio favorire il dialogo tra le differenti componenti istituzionali e coordinarne le attività mettendo in campo tutti i mezzi, specie se gratuiti come per le videoconferenze, utili a facilitare il dibattito politico e la conseguente risoluzione dei problemi.

Oggi la realtà racconta di una paralisi degli organi istituzionali iniziata con l’emergenza COVID19, di una completa mancanza di discussione e pianificazione di azioni concrete per affrontare le diverse emergenze della nostra comunità grazie anche alla sua completa inerzia.

È incontestabile che nonostante tutto, da inizio mandato ho costantemente pubblicato osservazioni, commenti, suggerimenti, critiche e proposte sull’azione amministrativa come nessuno altro. Solo per citare un episodio, resta la verità incontrastabile che nonostante le difficoltà logistiche ho salvato Mastrangelo e la sua giunta da grossi guai per un possibile danno da 50mila euro per una transazione poi ritirata.

Chissà quale ulteriore contributo avrei potuto offrire, se solo Etna avesse accolto le mie richieste di implementare l’azione amministrativa con l’utilizzo delle nuove tecnologie?!

Personalmente mi crea un forte disagio sentirmi rappresentato in questo modo e non capisco come sindaco e maggioranza non prendano le dovute distanze da un comportamento per me inaccettabile e per cui proverei solo vergogna, io”.