Chiusura Punto di Primo Intervento: le opposizioni chiedono un Consiglio comunale urgente

Le forze politiche di opposizione non perdono tempo e all’indomani della decisione della Giunta regionale di chiudere 39 Punti di Primo Intervento sul territorio pugliese fra cui quello di Gioia del Colle, ora ubicato presso l’ex ospedale Paradiso, scendono in campo a difesa di un rete di pronto soccorso efficace ed efficiente e che tuteli i cittadini gioiesi. Se è vero che la decisione di chiudere i PPI sembrerebbe improcrastinabile, resta però da capire con cosa e come verranno rimpiazzati sui territori.

Per questo le cinque sigle delle opposizioni Forza Italia, Gruppo Misto, Fratelli d’Italia, Città di Tutti-la Bottega e Partito Democratico chiedono un Consiglio comunale monotematico e urgente sulla situazione del PPI di Gioia e dei servizi sanitari. Urgente, perché già il 20 aprile il Presidente della Regione Emiliano incontrerà i dirigenti Asl e poi i sindaci dei territori coinvolti.

Giuseppe Gallo, Francesco Donvito, Isacco Romano-Isdrale di Forza Italia si sarebbero aspettati più attenzione da parte delle forze di maggioranza: “Ci saremmo aspettati che fosse la maggioranza a convocare il Consiglio comunale monotematico e non  l’opposizione, ma ancora una volta, pur trattandosi di una tematica seria come la salute pubblica, l’Amministrazione ed in particolare l’Assessore con delega preposta, ha dimostrato di fare solo proclami e post autoreferenziali, subito dopo gli incontri al tavolo regionale a cui ha partecipato sin dall’insediamento. Ci  saremmo  aspettati più coinvolgimento, cortei, manifestazioni atti a far sentire la voce del nostro Comune. Noi di Forza Italia per fortuna abbiamo il cons Damascelli che continua la battaglia e fa sentire la sua voce in consiglio regionale.”

Alessandro De Rosa e Giuseppe Zileni del Gruppo Misto puntano invece il dito sulle responsabilità delle Istituzioni: “La chiusura del PPI a Gioia del Colle ha decretato la morte definitiva della Sanità a Gioia del Colle. Se aggiungiamo anche il quasi certo trasferimento del Centro SERD ad Acquaviva o Putignano completiamo il quadro sociale drammatico della città, che conferma la completa incapacità e leggerezza dell’attuale Assessore e Vice Sindaco Enzo Cuscito con delega ai Servizi Socio Sanitari. Gravissime responsabilità istituzionali che evidenziano un’assenza di programmazione e interesse nel tutelare con determinazione e forza i servizi sanitari locali con gli enti sovralocali preposti, negando il diritto alla salute fondamentale dell’individuo come sancito dalla Costituzione italiana.”

Donato Paradiso de La Città di Tutti-La Bottega critica la chiusura perché il PPI ha permesso di mantenere dei servizi ambulatoriali che potrebbero venire meno: “La ventilata chiusura del Punto di Primo Intervento a Gioia del Colle vede l’associazione Città di tutti-La Bottega nettamente contraria. Dopo la depauperazione di tutti i reparti dell’ospedale Paradiso, la presenza di un PPI sul territorio ha permesso di dare continuità a servizi sanitari e ambulatoriali di cui hanno fruito i nostri concittadini. La decisione della Regione mette in serio pericolo l’esistenza di questi servizi ed è per questo che dal Consiglio Comunale deve alzarsi una forte e unitaria voce di dissenso e che reclami il mantenimento dell’unico presidio sanitario pubblico oggi esistente sul territorio. Chiudere il PPI senza un rafforzamento dei presidi territoriali di assistenza e prevenzione significa infliggere un ulteriore colpo alla tutela della salute per i nostri cittadini”.

Maurizio Liuzzi, segretario del Partito Democratico dice: “La proposta di chiusura dei Punti di Primo Intervento prende le mosse dal più ampio piano di razionalizzazione della spesa pubblica, misura figlia dei tempi che, seppur dolorosa, risultava indefettibile ed improcrastinabile. In realtà, non si tratta di una vera e propria chiusura quanto di una riconversione dei Punti di Primo Intervento in postazioni medicalizzate 118, scelta peraltro imposta dal Decreto Ministeriale n.70 del 2015 e dal Programma Operativo concordato dai Ministeri. Questa proposta sarà verificata con gli assessori ed i vari sindaci, nell’ambito del percorso di condivisione in essere e, successivamente, sarà ridiscussa in giunta. Purtroppo, le esigenze di razionalizzazione delle risorse impongono un più efficiente utilizzo dei presidi, ricorrendo all’emergenza solo per affrontare i casi più gravi atteso che la gestione dei problemi meno gravi si deve affidare ai medici di continuità assistenziale. Questo intervento rappresenta un passaggio intermedio verso un sistema di razionalizzazione che porti alla nascita di una nuova organizzazione sanitaria economicamente sostenibile che assicuri ai cittadini la massima tutela del diritto alla salute”.

Giovanni Mastrangelo di Fratelli d’Italia denuncia una politica sanitaria locale che non ha rispettato le promesse annunciate: “La chiusura del PPI è l’emblema del disastro della politica sanitaria locale. Non per la chiusura in sé, ormai già annunciata da tempo, ma per il fatto che la stessa non sia stata accompagnata dal potenziamento dei servizi territoriali previsti dalla legge. Nessun delle promesse annunciate da questa amministrazione in campo sanitario hanno trovato riscontro. Nel passato recente gli ex consiglieri che oggi governano questa città hanno fatto tanta demagogia ma oggi loro hanno fatto anche peggio di chi li ha preceduti. Annuncio come intera opposizione una richiesta urgente di autoconvocazione per discutere delle azione da intraprendere per un potenziamento dei servizi promessi e comunque previsti a compensazione della chiusura dei ppi. Il silenzio e l’ immobilismo  di questa amministrazione è insopportabile”.