CCA Gioia: l’on. Rosa D’Amato (M5S) presenta un esposto alla magistratura

Continua la battaglia dell’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, sul Centro Combustione Ambiente che si trova presso la ex Termosud di Gioia del Colle. L’europarlamentare in un esposto chiede alla magistratura di fare chiarezza su cosa viene bruciato nel centro e se l’attività che viene svolta infici o meno sulla salute dei cittadini.

Il dilemma è proprio quello. Chiusi i dubbi che i fumi provenienti da quell’insediamento provengano invece dal centro sperimentale Itea che ha ancora l’impianto bloccato dalla magistratura, ora occorre capire invece da quale processo di combustioni derivino i fumi della canna fumaria del CCA, in altre parole che materiali vengono bruciati e che autorizzazioni ci sono in merito.




L’onorevole D’Amato, dunque, procede e procede coinvolgendo la magistratura per fare chiarezza, alla luce del fatto che malgrado nei mesi scorsi abbia chiesto lumi sulle autorizzazioni e sui dati delle emissioni del CCA, non siano giunte tutte le risposte auspicate.

Gioia del Colle ha sopportato per troppo tempo di essere all’oscuro di ciò che è costretta a respirare a causa delle emissioni industriali. Lo scorso 8 ottobre – racconta D’Amato – avevo chiesto a tutti gli enti competenti di rendere noti le autorizzazioni e i dati sulle emissioni della ditta Centro Combustione Ambiente srl, un centro di ricerca sulla combustione che ha lo scopo di sviluppare bruciatori a basse emissioni di NOx e che ha sede nel territorio. Alcuni enti hanno dato riscontro, ma nessuno ha chiarito quali sono le sostanze emesse nell’atmosfera riconducibili all’impianto”.

Per questa ragione – sottolinea – ho presentato un esposto alla magistratura. Non è infatti chiaro se le autorizzazioni in possesso di CCA srl siano corrispondenti all’effettiva attività svolta, né se le sue emissioni possano arrecare pericolo per la salute di lavoratori e cittadini. Visto che, a quanto pare, ai cittadini non si vogliono dare risposte, chiediamo aiuto alla magistratura di indagare per fare luce su tutta questa vicenda”.

Ricordando uno studio epidemiologico dello scorso gennaio in cui si rilevava un incidenza tumorale su Gioia del Colle conclude: “Oltre agli enti territoriale, in estate avevo denunciato questa situazione anche alla Commissione europea, ma i cittadini non hanno ricevuto quei chiarimenti che giustamente chiedono. Adesso spero che la magistratura possa fare luce su quanto sta accadendo”.

foto tratta dalla pagina internet di CCA