Il candidato Sindaco Giovanni Mastrangelo: lavoriamo a prescindere da chi starà con noi

foto mastrangelo

Il primo candidato Sindaco sceso in campo per la campagna elettore delle amministrative 2019 è Giovanni Mastrangelo, più volte Consigliere comunale nel centro-destra, ora ha deciso di fare il salto, raccogliendo l’appoggio del suo partito Fratelli d’Italia, di Forza Italia e di Uniti per Gioia.

Forza Italia, Fratelli di Italia e Uniti per Gioia. Intende allargare questa area?
Sto parlando con altre realtà che teoricamente sono nella mia stessa area, ma con cui abbiamo difficoltà a comunicare. Prima di uscire ufficialmente con la mia candidatura incontreremo tutte le realtà più vicine. Poi faremo un secondo giro su alcuni punti programmatici che potrebbero essere condivisibili e che a prescindere dalla vittoria potrebbero essere utili per la Città. Se tutte le forze politiche anche non di centro-destra avranno punti di convergenza è secondario chi vincerà, ma si si garantirà una intesa programmatica su cui lavorare insieme per risolvere le emergenze di Gioia del Colle.

Quali sarebbero questi punti?
Stiamo facendo dei gruppi di lavoro che stanno approfondendo per ora 5 punti, tra cui c’è la questione tributi, quella urbanistica, dei servizi che andranno risolti non solo con l’intervento della maggioranza. Proprio per questo il nostro programma non sarà mai chiuso.

Vi incontrerete con le altre realtà del centro destra?
Abbiamo avuto un primo incontro con la Lega che non ha prodotto un’intesa, ma con cui torneremo presto a discutere. Incontreremo anche #Gioia2024.

Tuttavia, vorrei precisare che il nostro lavoro e la nostra campagna elettorale la stiamo facendo a prescindere da chi starà con noi. Stiamo lavorando da giugno sui programmi e sulle liste e stiamo andando a sollecitare anche chi ideologicamente non è vicino a noi, ma che al livello locale può dare un grande contributo a Gioia del Colle.

Che ne pensa dell’idea lanciata anche da suoi compagni di coalizione di un’area più trasversale, aperta anche a liste di centro-sinistra?
Ho più volte evidenziato che per risolvere il problema non è fondamentale la differenza ideologica, soprattutto in una città piccola come la nostra. In politiche ci sono persone oneste, persone competenti e persone di buon senso: sarei molto più felice avere accanto persone ideologicamente lontane, ma su cui possa riporre fiducia dal punto di vista personale e amministrativo. Non credo che l’elettorato possa avere problemi a comprendere queste possibilità, perché deve valutare quello che è il messaggio politico che molte volte sottovalutiamo nella campagna elettorale: cerchiamo i voti ma non spieghiamo perché devono votare e cosa devono votare. Bisogna avere un rapporto diverso con l’elettorato. A Gioia bisogna prendere atto di una grave crisi che ha portato a ben quattro amministrazioni commissariate e quindi superarle.

Non si tratterebbe quindi di creare una grande ammucchiata, ma di trovare gente di buona volontà.

Come sono i rapporti con la Lega?
Sebbene io sia uomo di destra, su molte cose io non mi ci rivedo. Invidio alla Lega il fatto che ha saputo mettere persone giuste a capo di molte amministrazioni che ha governato. Su alcuni braccio di ferro non sono per nulla d’accorso. Da ex ufficiale della marina so cosa vuol dire aver tenuto l’equipaggio della Diciotti fermo per giorni senza poter attraccare. E sebbene a livello nazionale sembra essere diventato il partito più ampio, non vuol dire che le coalizioni nazionali si debbano verificare anche a Gioia, fermo restando che a livello locale tutto viene stemperato.

A giugno abbiamo chiesto alla Lega di confrontarci sui candidati e lavorare indipendentemente sul programma. Abbiamo dato la nostra disponibilità a fare le primarie, nell’attesa che individuassero un loro candidato sindaco. Non è quindi vero che abbiamo imposto nomi aprendo alle primarie, sebbene ora sia tardi per ripensare a questo strumento.

Vincenzo Lamanna di #Gioia2024 ha però dichiarato che non ci sarebbero, ad ora, le condizioni per poter parlare con voi.
Vorrei sapere se Vicenzo Lamanna parla a titolo personale o a nome del gruppo. Non parliamo con i singoli, ma con i movimenti e i partiti.

La poltrona di Sindaco di Gioia del Colle ormai scotta e chi si siederà non avrà vita facile, soprattutto per il clima che si è deteriorato negli ultimi anni. Insomma ci vuole coraggio.
Nel 2012 e nel 2016 non ho voluto spingere sulla mia candidatura a Sindaco, perché la situazione era diversa. Alla fine del terzo mandato mi sono trovato ad un bivio, anche rispetto al gruppo che mi ha sempre sostenuto: o mi ritiravo o facevo il salto e davo voce alle aspettative di tutti quelli che in questi ultimi anni hanno lavorato con me. Si aggiunga anche la spinta propositiva dei miei amici Giuseppe Gallo, Isacco Isdraele e Franco Donvito che mi sosterranno in questa avventura. So perfettamente a cosa vado in contro. La mia libertà è finita e sarò continuamente posto sotto la lente di ingrandimento. Tuttavia qualcuno dovrà pur affrontare i problemi di Gioia e non sarò mai esclusivo come taluni.

Che succede in autunno?
Col nostro programma andremo ad incontrare le varie categorie professionali, imprenditoriali, commerciali, sportive e culturali e lo confronteremo con le loro istanze, perché sarà un programma aperto. Sappiamo che non ci saranno molti soldi, ma sappiamo che possiamo lavorare sui finanziamenti regionali, individuando anche una figura che si dedichi esclusivamente a questo lavoro di ricerca.

Insomma si è carichi per questa campagna elettorale?
Sono innanzitutto sereno, perché non ho l’ansia da prestazione. Non ho necessità di fare ammucchiate. Voglio un buon lavoro e voglio un clima tranquillo. Preferisco perdere subito e non dopo, privando ancora una volta Gioia del Colle di un mandato amministrativo completo.